Preoccuparsi ed avere paura non sono necessariamente sentimenti che debbano essere associati a effetti
negativi.
Sono emozioni utili, che possono, in casi estremi, salvarci la vita.
L’ansia invece è assassina. E’la falsa paura che rovina la vita.
L’ansia è ciò che si prova quando si immaginano le possibili conseguenze negative, anziché accogliere la
realtà del presente.
L’ansia è anche la ragione per cui le organizzazioni studiano troppo a lungo le opportunità ed esitano a
passare all’azione, fino a quando non è troppo tardi.
Jack Welch ha detto “quando i cambiamenti esterni sono più veloci dei cambiamenti interni, si intravede
la fine”.
L’efficienza, per quanto pregevole qualità per ogni organizzazione, non è sempre sufficiente a garantire
l’adattamento a repentini mutamenti di scenario.
In che modo un’azienda può sviluppare la capacità di adattarsi alle difficoltà del momento, confermando
la propria capacità di resistere, ovvero di rimanere sul mercato, a dispetto di qualsiasi cambiamento?
Aumentando i propri punti di vista interni attraverso:
• Creare un criterio di selezione, per cui si scelgono solo “leader” che portano nel gruppo qualcosa
di nuovo (esperienza, cultura, background);
• Coltivare la terra lungo i margini, individuando chi è in disaccordo con la linea in corso, in modo
costruttivo o meno, e raccoglierne le opinioni;
• Ibridare le idee ottenute attraverso le prime due strategie non per far nascere compromessi, ma
combinazioni innovative
Secondo i parametri tradizionali le misure appena indicate ridurrebbero l’efficienza dell’organizzazione,
in quanto i “tradizionalisti” si basano sul concetto che i team migliori tendano ad essere omogenei,
operando su compiti ben definiti e composti da persone che si conoscono bene.Le strategie suddette
condurrebbero invece il team nella direzione opposta, verso l’eterogeneità.
Le osservazioni dei tradizionalisti non sono del tutto errate, ma, quando il gioco cambia, le monoculture
mostrano il limite di non possedere un repertorio di alternative a cui attingere per dare risposte nuove e,
come i dinosauri, mancano della capacità di adattamento, con le inevitabili conseguenze legate a questa
mancanza.
L’impresa capace di adattarsi può trovare un alleato strategico anche nei cambiamenti imprevedibili nel
proprio settore, se è in grado di raccogliere ed ibridare i punti di vista delle proprie risorse umane: molte
aziende internazionali, anche grazie alle diverse culture del proprio personale, hanno non solo la capacità
di reagire prontamente, ma anche di promuovere il cambiamento.
In ogni azienda l’efficienza è un elemento importante, ma ha il limite d’essere valutata su un arco di
tempo troppo breve.
La resistenza, invece, va valutata su periodi più lunghi.
Negli anni settanta si è ampliato il quadro di riferimento dei costi includendovi la durata di vita del
prodotto, negli anni ottanta si è ampliato il concetto di qualità per comprendere anche il cliente,.
Oggi è il momento di espandere in concetto di efficienza per comprendervi i costi dell’adattamento al
mutare delle condizioni di business ed i rischi di non riuscire ad adattarsi.

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