Quando tutto sembra andar male, se non peggio, quando ci sembra di non saper più vendere e cominciamo ad andare nel panico, rilassiamoci … non siamo messi poi così male.
Quale può essere la causa del tracollo, siamo noi, quindi siamo la miglior persona (l’unica) che può rimediare alle proprie vendite malate.
Come fare? Ecco alcune semplicissime prescrizioni.
• Analizziamo, di solito non è difficile capire cosa non va, anzi probabilmente lo sappiamo già. Il problema è che pensiamo che sia colpa di qualcun altro. Sbagliato. Facciamo un elenco di 2 o 3 aspetti che necessitano di cure immediate e interveniamo immediatamente.
• Rivediamo (o creiamo) un piano di lavoro, efficiente ed efficace: facciamolo subito.
• Elenchiamo 5 cose che potremmo fare meglio e di più, un piano per rendere il nostro lavoro brillante come pensiamo (o diciamo) di essere noi; lavorare sodo può cambiare il destino.
• Cambiamo la nostra presentazione, proviamo a un approccio diverso, mettiamoci nei panni del cliente.
• Parliamo con i nostri cinque migliori clienti, e chiediamo a loro di valutare la situazione.
• Facciamo valutare la nostra presentazione a qualcuno che apprezziamo, portiamolo con noi quando visitiamo un cliente, troviamoci un allenatore.
• Facciamo visita al nostro consigliere, portiamogli un nuovo piano di cui discutere con lui.
• Andiamo a lavorare un’ora prima, aumentiamo il nostro tempo produttivo.
• Stiamo alla larga dai frignoni, non peggioriamo la crisi lamentandoci o circondandoci di perdenti e mediocri.
• Circondiamoci di gente positiva e vincente, è il modo migliore per arrivare al successo.
• Divertiamoci, andiamo a uno spettacolo di cabaret, facciamo un po’ di più le cose che ci piacciono (a meno che il troppo svago non sia la causa del nostro tracollo)
• Passiamo 30 minuti al giorno (meglio al mattino), a leggere testi di pensiero positivo, piuttosto che di negoziazione.
• Ascoltiamo la nostra canzone preferita prima di una presentazione, rechiamoci al prossimo appuntamento cantando.
• Prendiamoci un giorno libero, stacchiamo la spina, ricarichiamo le energie, elaboriamo un piano, raccogliamo le idee e ritorniamo con rinnovata determinazione e forza.
• Mettiamo a posto l’ufficio, spostiamo un po’ di cose, facciamolo apparire diverso.
• Registriamo dal vivo le nostre presentazioni, riascoltiamole e apportiamo le correzioni che riteniamo più giuste.
• Per un giorno andiamo dai clienti con il miglior venditore che conosciamo, e facciamoci scrivere un commento dopo ogni visita.
• Portiamo il nostro capo dai clienti, riceveremo più commenti di quanti ne vorremmo, ma ci sarà d’aiuto
• Evitiamo come la peste i discorsi negativi e la gente negativa, troviamo della gente che ci incoraggi, non che ci smonti in continuazione.
Quando un calciatore comincia a sbagliare i rigori farà di tutto per scacciare la sfortuna.
Riti superstiziosi (portarsi un cornetto, non farsi la barba, mettere le stesse mutande), provare un’altra posizione, guardare dei video, allenarsi di più. La cosa che di solito fa passare la crisi del gol è esercitarsi di più a battere i rigori. Il calciatore, come noi, ha una tecnica professionale, ma l’ha persa temporaneamente, lui come noi deve tornare ad allenarsi per riacquistare il talento perduto.
Se siamo in crisi, o ce ne tiriamo fuori, o la crisi ci butterà fuori.

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