“L’inflessibilità è uno dei peggiori difetti umani. Puoi imparare a controllare l’impetuosità, a superare la paura con la fiducia, e la pigrizia con la disciplina. Ma per la rigidità di mente non esiste alcun antidoto. Essa porta i semi della sua propria distruzione”. – Anonimo –
Il lavoro di squadra – che si tratti di business, famiglia, sport, volontariato, ecc. – e la rigidità personale non sono proprio compatibili.
Se vogliamo “lavorare e stare” bene con gli altri, dobbiamo essere disposti ad adattarci, a riorientare le nostre attività, e anche quelle altrui, in modo da avere successo, e prosperare, in qualunque situazione di cambiamento.
Gli individui adattabili sono:
• Disposti ad affrontare sofferenza o disagio temporanei se vedono che l’esperienza li porterà ad un nuovo livello, e non si formano di fronte alle barriere che potrebbero frapporsi fra loro e il nuovo.
• Emotivamente sicuri. Le persone che non lo sono considerano quasi tutto una sfida o una minaccia, affrontano il “nuovo” (sia esso una persona o una situazione) con rigidità o sospetto.
Le persone sicure non sono innervosite dal cambiamento in sé, valutano una nuova situazione, o un cambiamento, in base al suo valore.
• Creativi, quando arriva un momento difficile, trovano una via d’uscita. Si dice che “si può determinare l’età di una persona dal grado di sofferenza che sperimenta quando viene a contatto con una nuova idea”. Vi sono persone che di fronte al “dover fare qualcosa nuovo” stanno male fisicamente, si irrigidiscono; le persone creative ci proveranno anche se sanno che probabilmente faranno fiasco.
• Orientati al team. Le persone concentrate su se stesse hanno meno probabilità di fare cambiamenti per la squadra, e non fare niente per gli altri equivale a non fare niente per il proprio io.
Come siamo messi in quanto ad adattabilità?
Se per migliorare lo stare con gli altri dobbiamo cambiare il modo di fare cose come reagiamo?
Se qualcuno con un talento maggiore del nostro si unisse alla nostra squadra, saremmo disposti ad assumere un ruolo diverso?
Siamo persone che si adattano alla squadra, o si aspettano che sia la squadra ad adattarsi?
Per diventare più adattabili dobbiamo:
• Abituarci ad imparare, sviluppando l’abitudine di cercare le cose da imparare, ed una volta imparate cerchiamo di condividerle con qualcuno.
• Rivalutare il nostro ruolo (al lavoro, in famiglia, ecc.) e valutare se potremmo ricoprirlo meglio; potremmo apportare qualche mutamento, e se anche così non fosse, l’esercizio mentale aumenterà la nostra flessibilità.
• Pensare in modo diverso rispetto a quello abituale. Molte persone non sono adattabili perché cadono in una routine negativa. Se fossimo inclini a questo tipo di routine ripetiamoci questa frase “Non perché non può essere fatto, ma come può essere fatto”. Abituiamoci a cercare soluzioni non convenzionali ogni volta che affrontiamo un problema o un ostacolo.
Se non vogliamo cambiare per la squadra, può darsi che la squadra cambi noi.
Se siamo disposti a cambiare e ad adattarci nell’interesse della squadra, abbiamo sempre una possibilità di vittoria.

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