Il thriller di Dan Brown “Il Codice da Vinci” ha venduto quasi venti milioni di copie in edizione cartonata (per non parlare delle edizioni economiche).
E’ stato un fenomeno editoriale che ha dato vita, come tutti i fenomeni, ad una vera e propria corsa all’oro, moltiplicando le imitazioni e i libri su temi correlati.
Il problema è che tutti cercano di individuare la formula vincente e di copiarla, mentre ogni fenomeno è tale proprio perché spezza le formule esistenti.
La presunzione di voler fornire al mercato, quel che abbiamo visto desiderare dal mercato, affrettandosi a presentare l’imitazione di qualunque cosa aiuterà sicuramente a convincere il management dell’azienda, orgoglioso dell’iniziativa e del fatto che è stata imboccata una strada sicura.
Questa strategia, benché dia l’impressione di non comportare rischi, ne nasconde più di quanto si immagini, ad esempio nel mondo dei servizi e delle utilities non fa altro che aumentare l’indifferenziazione, l’appiattimento, la guerra sul prezzo.
E’ vero, non esiste nulla di originale; i compositori, grandi e non, usano la stessa manciata di note, il brano straordinario deriva solo dalla capacità di combinare le note in modo diverso.
Tutti gli artisti desiderano creare un sound nuovo, lo provano davanti a un pubblico, non sempre ne riscuotono l’approvazione, ma alla fine tutti i compositori di successo trovano la loro nicchia.
Da dove viene l’ispirazione?
Secondo alcuni nasce da dentro, da una voce interiore o dalla scintilla di un’idea, per altri proviene da uno stimolo esterno: un’immagine, una parola, un odore, un qualcosa che da nuova carica o che crea un tipo di concentrazione molto particolare.
Può venire anche dalla conversazione: è da scambi di opinioni semplici ed innocenti che sono nate idee straordinarie.
Dalla conversazione sono arrivate idee per aeroplani, romanzi, strategie di marketing.
Spesso il segreto sta nell’avere qualcuno che ribatte, che rilancia il discorso.
Nata l’ispirazione, dobbiamo dare spazio all’idea, curarla fino a quando non sboccia.
Il business dovrebbe imparare dai grandi artisti.
Non seguono le convenzioni, anticonformisti e originali (ognuno a modo suo) hanno creato qualcosa di nuovo e di eterno, sfruttando ciò che di unico hanno dentro.
Ognuno possiede caratteristiche irripetibili, necessarie per fare quanto ha fatto.
Esattamente come noi.
Che si tratti di vendere, convincere, socializzare, che ci si trovi impegnati nel lavoro, con la famiglia, con gli amici, cerchiamo sempre di fornire, con garbo, quello che di “unico”  possiamo offrire.
In un mondo affollato, di persone approssimative e frettolose, evitiamo le riproduzioni standard.
Se vogliamo essere un punto di riferimento non dobbiamo essere per forza “originali”, l’importante è non essere approssimativi e frettolosi, ma soprattutto non essere definibili come l’imitazione o la brutta copia di qualcos’altro.

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