“Il segreto di una vita di successo sta tutto nello scoprire ciò che si è destinati a fare, e quindi farlo” Henry Ford –.
La domanda cruciale alla base del successo è questa: che cosa occupa la nostra mente per la maggior parte del tempo?
Per quale motivo alcune persone pensano in modo positivo, costruttivo e orientato al successo, ed altre hanno pensieri, negativi e pessimistici, che conducono inevitabilmente ad insuccessi?
Le persone di successo pensano per la maggior parte del tempo a ciò che vogliono e come ottenerlo; le persone di “non successo” pensano a ciò che non vogliono e a chi è responsabile dei loro problemi e difficoltà, e così facendo attirano sempre di più nella loro orbita le cose che non vogliono e ciò che rende la loro vita infelice.
Il concetto che abbiamo di noi stessi, è come una sorta di sistema operativo posto nel nostro subconscio nel quale vengono memorizzati pensieri, sentimenti, emozioni, esperienze vissute o decisioni prese, influenzando il nostro comportamento dal momento della memorizzazione in poi.

Ognuno di noi ha un concetto rispetto ad ogni sfera significativa della propria vita, ad esempio rispetto alla creatività, piuttosto che al parlare in pubblico, alla memoria, alla capacità di imparare cose nuove, alla popolarità, a quanto si va d’accordo con gli altri, al ruolo nella coppia, a quanto essere desiderabili o attraenti, ecc.
Ogni aspetto della nostra vita esteriore è determinato dal nostro concetto interiore.
Qualunque sia l’immagine che abbiamo di ogni sfera significativa della nostra vita, la tendenza è adagiarvisi, creando la nostra “zona di comfort” nella quale faremo di tutto per rimanerci, rischiando di ingrigire precocemente.
La chiave per sfruttare il nostro pieno potenziale è migliorare il concetto che abbiamo di noi stessi in ogni specifica area; possiamo realizzare molto di più nel mondo esterno se modifichiamo all’interno i nostri pensieri, e le nostre sensazioni rispetto ad ogni specifico ambito.
In medicina si dice che “una diagnosi accurata è già una mezza cura”, osserviamoci per come il nostro sé ideale, l’immagine del sé e la nostra autostima interagiscono fra loro.
Il sé ideale è l’immagine ideale che abbiamo di noi stessi, come se fossimo già la migliore persona possibile che possiamo essere: è costituito dai nostri desideri, speranze, fantasie, assieme alle qualità e virtù che maggiormente ammiriamo in noi stessi e negli altri.
Le persone brillanti e felici possiedono dei sé ideali molto chiari nei confronti di ciò che amano, rispettano e ammirano, e si muovono in questa direzione per diventare ciò a cui aspirano, sviluppando dei modelli di ruolo positivi.
Vi è poi l’immagine del sé, che è come ci vediamo al nostro interno.
Essa è spesso definita lo “specchio interno” in cui guardiamo prima di impegnarci in qualsiasi impresa o partecipare a qualsiasi avvenimento che abbia una qualche importanza.
Se ci sentiamo sicuri e brillanti, è proprio così che saremo nella situazione effettiva, se ci consideriamo mediocri ci sentiremo impacciati, goffi e inadeguati nelle situazioni successive.
E’ importante prendersi anche pochi secondi, come fanno gli atleti, i politici e gli artisti, al fine di considerarci positivamente e perfettamente in grado di fare ciò che stiamo per fare, poi rilassiamoci e lasciamoci andare. Infine la nostra autostima.
Essa determina la vitalità e l’energia della nostra personalità, ed intorno ad essa tendiamo ad organizzare tutta la nostra vita, al fine di aumentarla o prevenirne la perdita.
La regola da tenere a mente rispetto alla nostra autostima è che “tutto conta”!
Ogni cosa che capita intorno a noi, ogni cosa che ci succede, la sostiene, oppure la minaccia.
La conservazione e lo sviluppo della nostra autostima, diventa perciò la chiave per ottenere ottime performance, e conseguentemente felicità e successo.
La distanza tra l’immagine di sé, cioè che abbiamo di noi stessi, e il nostro sé ideale influenza la nostra autostima, nel bene e nel male, ma di questo parleremo un’altra volta.

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