IDEE-NASCONO-www.pr3.it-www.corsodivendita.com-oliviero-castellaniDove nascono le buone e le grandi idee?

E’ una gran bella domanda, ma cominciamo dicendo “dove non nascono”!

Con il cambiamento sempre più rapido, con l’imprevedibilità crescente della concorrenza e con il sempre maggior potere dei clienti, le vecchie fonti di ispirazione sembrano inadatte a stimolare nuove idee.

Non possiamo più aspettarci che nascano solo nei laboratori di ricerca e sviluppo, piuttosto che dal reparto innovazione; queste strutture non bastano più, da sole non sono più sufficienti.

Le grandi idee di cui ogni azienda ha bisogno non vengono più neanche dai responsabili delle strategie, piuttosto che dalla direzione sviluppo nuovi prodotti e servizi, e non verranno mai dai vertici della piramide aziendale.

Molti Presidenti, A.D. o Top Manager hanno esaurito la propria creatività negli incarichi che li hanno portati gradualmente a quella posizione, loro ora devono creare tassi di rendimento minimo tali da convincere gli investitori, devono gestire il business e molte altre cose che richiedono tempo, attenzione e sostegno politico.

Dove andare a pescare nuove, e magari, grandi idee?

  1. Dai nuovi assunti. Essi vedono il mondo con occhi nuovi, interpretando il “nostro mondo” in un modo diverso. Non sono ancora assuefatti al quotidiano ed alla routine, alle piccole inadeguatezze e contraddizioni che noi consideriamo accettabili. Loro pongono semplici domande: perché facciamo così, perché non facciamo così? Se dopo tre mesi che un neo assunto è in azienda dialogassimo con lui, non per commentare le sue performance, ma per invitarlo a commentare quelle operative dell’azienda, avremmo a che fare con una mente ancora fresca per vedere le mancanze, capendo al tempo stesso come vanno le cose. Vi sono buone probabilità che vengano fuori buone idee.
  2. Da chi sta in periferia. In passato andare in aree periferiche dell’azienda sembrava fosse un ostacolo alla carriera; oggi sembra esattamente il contrario, in quanto può offrire la possibilità di prendere parte a qualche innovazione significativa. In periferia si possono sperimentare, testare, provare e perfezionare nuove idee. In periferia accadono le cose e si possono trovare, addirittura creare, nuove e buone idee.
  3. Da chi lavora in prima linea. Spesso le idee migliori provengono da chi ha le “mani sporche” (ad esempio assistenza tecnica e/o operatori di call center che parlano con i clienti e soprattutto li ascoltano). Toyota ha risparmiato milioni di dollari l’anno fornendo ogni operaio della linea di montaggio di carta e penna perché indicasse idee per migliorare il prodotto o il processo. Se si vogliono trovare idee nuove è bene parlare con chi lavora a contatto con il cliente o, meglio ancora, andare a lavorare con lui per un giorno; se ne potrebbero sentire di molto interessanti.
  4. Dai clienti. La presunzione di molti uomini di marketing li porta a considerare il cliente come “un incompetente che non sa cosa vuole, se non sono loro a dirglielo”. Ma i clienti in realtà conoscono i propri gusti, e se gli si propongono delle novità, esprimono prontamente il loro parere. Se si vogliono trovare grandi idee a basso costo è bene creare punti di ascolto in cui il cliente abbia modo di comunicare il proprio pensiero; egli apprezzerà questa opportunità, e noi avremo molto da imparare.
  5. Dalle aziende di successo di altri settori. Il fatto è che non esistono più idee nuove, ma solo nuovi sviluppi di idee preesistenti. E’ bene farsi influenzare da settori  diversi, anche solo lontanamente compatibili con il  nostro; la storia dell’innovazione è costellata di “geni” che hanno preso a prestito, e sottratto idee, da un settore per trasferirle semplicemente in un altro.

Una piccola idea può sempre diventare grande, unita ad altre piccole idee può dar vita a una “nuova idea”; cerchiamole sulle riviste che normalmente non leggiamo, nei libri differenti da quelli che ci appassionano, in frequentazioni diverse da quelle abituali, viaggiando … tutto ciò ci aiuterà a sviluppare una visione periferica, ad aprire le frontiere della mente, ampliandola.

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