La competizione è ancora l’anima del commercio, ma il modo di “fare concorrenza” si sta evolvendo…
Dopo il confronto sui prezzi, il controllo della qualità, la “customer care”, il mercato sta diventando sempre più sensibile ai comportamenti etici da parte delle aziende.
Questa tendenza fa sì che l’attenzione a determinati valori da parte di chi produce merci o servizi sia non solo encomiabile ma, di fatto, economicamente vantaggiosa.
La diffusione sempre più capillare di una cultura “della qualità della vita” (non solo per l’immediato ma considerando anche le prospettive dei propri figli), porta i consumatori a preferire prodotti non solo di qualità, ma realizzati minimizzando gli sprechi di energia, l’impatto ambientale ed attenendosi al principio di responsabilità sociale delle imprese.
Il mercato è sempre più sensibile anche alla condizione dei lavoratori: diverse multinazionali, dopo il lancio di campagne di boicottaggio a causa dello sfruttamento/prevaricazione delle categorie più deboli, hanno dovuto fare marcia indietro.
In sostanza cambia il modo di intendere un’attività: per ottenere il massimo profitto è oggi necessaria una visione globale dell’azienda all’interno del contesto sociale: a questo fine è stata elaborata una Norma internazionale (Social Accountability SA 8000) che consente la certificazione della Responsabilità Sociale.
Insomma, è possibile progettare Sistemi Etici che producano vantaggi concreti.
Non senza importanza inoltre è la percezione che i lavoratori hanno dell’impresa di cui fanno parte: tutte le più recenti teorie sul management insistono sull’importanza della partecipazione di chi lavora agli obiettivi dell’azienda.
Il fatto di attenersi ad un codice “etico” fa sì che le persone lavorino meglio e più volentieri, avendo coscienza che non c’è contraddizione tra gli obiettivi del loro lavoro e quelli della famiglia.
Non più semplici “dipendenti”, dunque, ma convinti collaboratori…
“Una posizione morale è ciò per cui una mente calcolatrice opterebbe dopo aver fatto bene i suoi conti” (Z. Bauman).

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