MELA-www.pr3.it-www.corsodivendita.com-oliviero-castellaniIl periodo classico della scienza è dominato dalle mele, incominciando da quella fatale raccolta da Adamo, fino a quella osservata cadere da Newton.

L’opera di Newton consentì all’umanità di “dominare” la natura, assimilando il mondo ad un orologio, nel quale qualunque fenomeno obbediva ad una logica meccanicistica, inesorabile, impeccabile, irrevocabile, inalterabile.

In questa concezione ogni cosa obbedisce alle leggi della natura, per cui ogni individuo obbedisce alle leggi della specie, ed ogni uomo obbedisce alle leggi della comunità.

Nel contesto illuminista la scienza veniva considerata come la conoscenza vera del mondo, lo specchio esauriente e fedele in cui di rifletteva l’ordine ammirabile e sublime del cosmo, con la prospettiva che il sapere dovesse essere una ricostruzione esatta ed esaustiva dell’universo.

Sapere significava accostarsi al punto di vista assoluto, dal quale dominare e conoscere in modo esaustivo, ed oggettivo, l’intera umanità.

Fino a qualche decennio fa si pensava che il sapere si ampliasse progressivamente tramite un processo di accumulazione, ed era pertanto considerato come un percorso irreversibile nel quale le conoscenze si aggiungevano ad altre conoscenze in modo lineare; si pensava che il sapere fosse quindi indefinitamente estendibile, senza mai giungere ad un termine ultimo.

Facendo ricorso alla metafora, la conoscenza tradizionale è paragonabile ad un’autostrada, mentre quella moderna è paragonabile a delle piste.

In passato ogni segmento era ritenuto aggiuntivo a quello precedente, rappresentando un ulteriore tratto percorribile che andava ad aumentare la viabilità totale dell’autostrada.

Per contro, oggi, ogni attività di conoscenza, non essendo cumulabile con le conoscenze desunte da esperienze precedenti, va a costituire piuttosto una pista, una traccia, da ampliare ed approfondire.

La scienza classica era fondata sul necessario/non necessario, considerandolo equivalente a esistente/non esistente, ammettendo nei propri confini di esperienza solo quei fenomeni suscettibili di verificarsi regolarmente.

L’essere umano di oggi presenta analogie notevoli con questo modo di intendere la conoscenza, andando alla ricerca di principi validi dovunque, in qualunque circostanza e per ogni tempo, convinto che ogni fase successiva di conoscenza produca una progressiva diminuzione dell’ignoranza.

Quindi tende al cumulo lineare di esperienze precedenti e successive.

Il rischio che corre è essenzialmente quello di diventare rigido e dogmatico, e quindi di rispondere per il presente, e per il futuro, solo in modo parziale alle sue domande.

Occorre una visione rotonda dei fenomeni e della vita.

Non dare mai nulla per scontato.

E’ importante verificare rispetto ai precedenti, ma lo è altresì il cercare nuove strade, anche fuori da schemi predeterminati.

Questo è sicuramente un modo per mantenersi “giovani”, prendendo ogni cosa come un gioco; rcordiamoci che i bambini, quando giocano, lo fanno molto seriamente.

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