DISCERNERE-www.pr3.it-www.corsodivendita.com-oliviero-castellaniLa legge del “boomerang” significa che ciascuno avrà di ritorno ciò che prima ha lanciato.

Il nostro destino può essere così paragonato ad una palla che, schiacciata da una parte, va in tensione nel lato opposto.

Per riavere l’equilibrio è necessaria una tensione uguale, ma contraria.

Per esempio, se abbiamo due pareti, una fatta di materiale duro e l’altra di tessuto, quando buttiamo una palla contro il muro, la palla torna indietro verso chi l’ha lanciata, ma se la buttiamo contro il tessuto la palla si ferma e non torna.

Essere corazzati in modo da funzionare come un muro, così che ogni negatività rimbalzi lontano da noi e torni da dove è venuta, ma avere anche la morbidezza del tessuto in modo da poter trattenere la positività, vuol dire forgiare risolutamente la nostra mente al pensiero positivo, imparando a discernere e ad imparare delle nostre esperienze.

Ogni giorno viviamo di relazioni, e il relazionarci con gli altri ci permette di conoscere e di conoscerci.

Siamo tutti imperfetti e diversi, il che a volte può generare distanze ed incomprensioni proprio con le persone che ci sono più vicine e care.

C’è poco da fare, siamo diversi, non solo nell’estetica o nell’abbigliamento, ma anche nella mente e nel cuore.

Vi sono persone che si emozionano per un nonnulla, ed altre che restano impassibili di fronte ad ogni cosa.

Chi tra loro è la migliore? Possiamo dirlo?

In linea di principio potremmo dire che non sta a noi giudicare, ma nella realtà siamo così obiettivi?

Come reagiamo quando qualcuno ha un diverso punto di vista dal nostro, oppure ha comportamenti che non ci sono graditi?

Lo accettiamo o lo rifiutiamo?

Cerchiamo di comprendere il suo punto di vista, o ci trinceriamo nel nostro?

Più saremo elastici, e più ci renderemo conto che ognuno ha diritto ad un proprio pensiero; più saremo capaci di metterci in discussione, più ci renderemo conto che la “verità” è spesso diversa da come ci appare al primo istante.

Ogni essere umano ha una sua storia, un suo passato, ha sue esperienze che ne hanno formato carattere e personalità, egli ha il dovere di migliorarsi, ma noi non abbiamo il diritto di stravolgerlo, ne di criticarlo o giudicarlo.

Si dice spesso “mettersi nei panni degli altri”, ma cosa può voler effettivamente dire?

Pensiamo ad un “barbone”, sporco e traccheggiante, che avanza verso di noi.

Qual è il nostro sentimento? Può andare dal disprezzo alla pietà, passando dalle più disparate tonalità di sentimenti.

Questo avviene perché noi abbiamo un nostro “quadro di riferimento” e quindi reagiamo di conseguenza.

Mettersi nei suoi panni non vuol dire che per capirlo dobbiamo anche noi diventare tali, ma cercare di capire come egli vive la sua situazione.

Se lui è felice, perché la sua è una scelta di vita, la nostra pietà sarà mal spesa, in quanto lui non sta soffrendo, così come, se lui è infelice in quanto la sua condizione è conseguenza di una sventura, il nostro disprezzo sarà gratuito.

E’ così per tutte le cose della vita.

Prima di giudicare, occorre valutare attentamente, imparando così  a discernere: il fine di questo allenamento è conoscere se stessi, riconoscendo i propri errori attraverso quelli degli altri, evitando di cadere nella trappola del dare giudizi affrettati.

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