Worried ManL’idea di fare fiasco spaventa buona parte delle persone, generando spesso crisi interiori, come ricevere un colpo in testa, o avere stomaco ed intestino sottosopra; molti perdono il sonno.

Fortunatamente il buon senso aiuta a riequilibrare il tutto, non fosse altro perché l’angustiarsi non aiuta a risolvere un bel niente.

La vita è un susseguirsi di problemi ed il sistema migliore per risolverli è conservare la propria mente serena, cercando di fare in modo che le emozioni negative prendano il sopravvento.

Circa 20 anni fa ebbi la fortuna di partecipare, nella stupenda cornice di Venezia, a un seminario di Paul Watzlawick, il padre della pragmatica della comunicazione.

Mi rimase impresso il metodo che consigliava per affrontare i problemi; oltre all’analisi delle possibili cause ed implicazioni, egli consigliava di fare lo sforzo mentale di pensare alla degenerazione del problema stesso, ovvero di quali potessero essere le peggiori conseguenze che potessero derivare dallo stesso, partendo poi da quel preciso punto per cominciare a risolverlo.

Egli disse “l’alternativa al male non è per forza il bene, potrebbe essere anche il peggio”, ed è da li che lui consigliava, per quanto ipoteticamente, di partire.

Sulla base di quanto appena detto, propongo un metodo di approccio al problem solving che trovo utile, sia professionalmente che nel privato.

1.      Analizzare la situazione serenamente e con la massima onestà, immaginando cosa possa accadere nella peggiore delle ipotesi;

2.      Dopo aver immaginato il peggio rassegnarsi ad accettarlo, se necessario;

3.      A partire di questo istante dedicarsi anima e corpo a migliorare quel peggio già dato per scontato.

E’ impossibile concentrarsi quando qualcosa ci tormenta, la nostra mente vaga di qua e di la e perdiamo ogni capacità di decisione.

Non c’è altro da fare che sforzarsi di affrontare il peggio e rassegnarsi mentalmente alle conseguenze; solo allora siamo in grado di sottrarci all’influsso di pensieri negativi e possiamo concentrarci davvero sul nostro problema.

Occorre trovare qualcosa che ci strappi dalle nubi grigie nelle quali brancoliamo quando siamo preoccupati.

La psicologia afferma “farsi una ragione di quanto è avvenuto, è il primo passo per superare le conseguenze di qualsiasi disgrazia” e la filosofia orientale sottolinea “la vera pace dello spirito deriva dal rassegnarsi al peggio, dal punto di vista della psicologia è, se non altro, un sollievo”.

Milioni di persone si sono rovinate l’esistenza per essersi rifiutate di rassegnarsi al peggio e di ricominciare da quel nuovo punto di partenza; invece di applicarsi nel tentativo di rimediare al peggio, queste persone si impegnano a fondo in una lotta contro l’evidenza, e finiscono vittime di quella terribile fissazione chiamata depressione.

Ecco perché, e scusate la ripetizione, se si hanno delle preoccupazioni è bene:

1.      Chiedersi cosa ci può capitare nel peggiore dei casi

2.      Prepararsi a rassegnarsi se non ci sono alternative

3.      Cercare di migliorare con calma la situazione a partire dal peggio

La serenità da energia, e questa energia migliora la vita, in qualunque situazione ci si possa trovare.

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