SMILE-www.pr3.it-www.corsodivendita.com-oliviero-castellaniUn piccolo sorriso della persona alla cassa, o dall’autista dell’autobus. Una parola gentile dall’assistente in biblioteca. Uno scambio di battute con un uomo qualsiasi per strada, il custode di un parcheggio. In quell’istante la giornata è cambiata. La nostra fiducia in tutta l’umanità è cambiata. (Pam Brown 1928)
Quanto di questa riflessione è ancora attuale oggi?

2 Responses to Un piccolo sorriso

  1. Alfonso Trezza scrive:

    Buongiorno dott. Castellani, volevo portare in questo spazio una mia testimonianza diretta, in merito alla sua osservazione. Circa due anni fa, un sabato mattina insieme a mia moglie passeggiavamo per una strada di Roma, con il passeggino con dentro il primo dei nostri due bimbi, che allora aveva 11 mesi, quando ad un tratto da un negozio uscì una signora (giovane, penso sui 40/45 anni, distinta) che quasi andò addosso al passeggino, subito si fermò ci chiese scusa che stava per investire il bimbo e noi (dopo ce lo confessammo io e mia moglie) notammo che aveva un viso tirato, sofferente, di quelli che si vedono quando le persone stanno male, non fisicamente, ma nell’animo. Quella signora dopo le scuse si fermò e guardò il nostro bimbo, che è sempre stato sorridente, allegro e pieno di vitalità, lo fissò per diversi secondi e dopo un po quasi per magia, il suo volto si trasformò, si distese, comparve un sorriso prima accennato poi sempre più evidente, finchè rivolgendosi a noi disse: «è da tempo che le cose non vanno proprio bene, oggi poi la giornata non era iniziata sicuramente nel modo migliore, ma … lo sguardo, il sorriso del vostro bimbo, allo stesso tempo bello, ingenuo e sincero mi hanno aperto il cuore, sono stati come un raggio di sole in mezzo alle nuvole, mi hanno cambiato la giornata, i problemi non passeranno, ma ci sono piccole cose come queste che vanno colte e ti aiutano, ti danno la forza, grazie a voi e a … a propsito come si chiama questo bel bimbo?» In quel momento io e mia moglie non sapevamo se piangere (di gioia per quello che la signora aveva ricevuto o pensando ai suoi eventuali problemi) ridere o essere anche noi allegri, ci venne spontaneo condividere con lei la sua “allegria” sorriderle e scambiare 2 parole, anche a noi aveva in un qualche modo cambiato la giornata, ovviamente in meglio.
    Si un sorriso può cambiare le cose, anche nel lavoro, a volte basterebbe fare un sorriso, una battuta e riusciremo a sdrammatizzare qualcosa che ai fini pratici della nostra esistenza non è nulla.
    Cordialmente Alfonso.

  2. Daniela Roccia scrive:

    sono d’accordo con voi. Il mondo sarebbe diverso se riuscissimo ancora a tirare fuori la parte umana di noi. Io sono una persona estroversa e sensibile e non passa giornata, senza che prima di arrivare in ufficio non abbia scambiato un sorriso, un saluto, quattro parole con gli sconosciuti che incontro alla fermata dell’autobus, per strada, oppure sul treno.
    Non mi costa nulla e molte volte ho visto trasformarsi i tratti di visi severi e corrucciati, in tratti sereni. Ho visto anziani sorridere ed augurarmi una buona giornata. Nella mia vita non è cambiato nulla, i miei problemi (sto perdendo il lavoro a 45 anni…) non me li ha risolti nessuno, ma per un attimo ho dimenticato tutta la cattiveria e la tristezza di questo mondo.
    Purtroppo le persone come me non sono tante e più di una volta mi sono ritrovata a piangere per la cattiveria, per altro gratuita, di alcuni miei colleghi…. E’ veramente duro sopravvivere, soprattutto in questo periodo in cui si è instaturata la guerra tra i poveri per la mancanza di lavoro….

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