VITTORIA-www.pr3.it-www.corsodivendita.com-oliviero-castellaniQuello che facciamo in qualche grande occasione probabilmente dipenderà da ciò che siamo già; e ciò che siamo sarà il risultato degli anni precedenti di autodisciplina H.P. Liddon (teologo inglese dell’800).

In una recente lettura ho apprezzato l’esperienza di Bill Toomey, decatleta di fama mondiale, recordman mondiale di decathlon nel 1966, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo del 1968, cinque volte campione nazionale, inserito nella Hall of Fame Olimpica nel 1984.

Bill non si considerava un atleta eccezionale; al college e non vinse mai una gara del campionato nazionale universitario, ma, dopo ogni allenamento, mentre i compagni andavano sotto la doccia, ripeteva tutti gli esercizi.

Di sé ha detto “non sono stato un grande atleta, ma avevo la teoria del  repertorio di espedienti, ovvero non puoi fare nessuna grossa mossa nell’allenamento o nella gara, ma ci sono migliaia di piccole cose che puoi fare”.

Pur non producendo grande impatto negli anni del college, la sua disciplina ed il suo desiderio fruttarono con l’andar del tempo.

La disciplina è, in fin dei conti, fare quello che non vuoi davvero fare, in modo da poter fare quello che vuoi davvero fare; è pagare il prezzo delle piccole cose in modo da poter comprare la cosa più grande John C. Maxwell (consulente e formatore).

Come un individuo non ha successo senza disciplina, così non può averne neanche un team.

Per diventare persone che ogni squadra vorrebbe, ci sono tre aree in cui dovremmo sviluppare la nostra disciplina:

1.      Voler  pensare. Non si può fare strada nella vita se non si usa la testa, e per usarla non serve essere un genio. George Bernard Shaw, il famoso drammaturgo, disse: poche persone pensano più di due o tre volte all’anno; io ho acquisito una fama internazionale pensando una o due volte alla settimana. Tenere la mente attiva è il segreto per sviluppare un pensiero disciplinato che ci può aiutare in qualunque campo.

2.      Gestire le emozioni. Le emozioni possono essere controllate o controllarci. Questo non significa cancellare i sentimenti, ma non permettere loro di impedirci di fare quello che dovremmo fare, ovvero di farci fare quello che non dovremmo. Padroneggiare se stessi aiuta a vincere le piccole e le grandi sfide che la vita ci propone quotidianamente.

3.      Azioni disciplinate. Sir Albert Hubert (giornalista e critico musicale) ha detto: quelli che vogliono il latte non dovrebbero sedersi su uno sgabello in mezzo a un campo e sperare che la mucca indietreggi fino a loro. E’ l’azione che separa gli individui vincenti da quelli perdenti. L’atleta che ripete gli esercizi, l’avvocato che studia il caso a fondo, il medico che rimane concentrato nella stanza del pronto soccorso, ecc. sono tutte persone che intraprendono azioni disciplinate, permettendo a chi dipende da loro, di trarne vantaggio.

In sintesi, per migliorare la nostra disciplina, e quindi la nostra volontà dobbiamo:

1.      Rafforzare le nostre abitudini lavorative. In altre parole dovremmo indurre noi stessi a fare la cosa che dobbiamo fare, quando dovrebbe essere fatta, che ci piaccia o no. In altre parole essere disciplinati significa fare le cose giuste, nel momento giusto, per ragioni giuste, riesaminando priorità e modi di agire per vedere se siamo sulla strada giusta.

2.      Assumerci una sfida. Scegliendo compiti o progetti che possono apparirci molto difficili; ciò ci obbligherà a pensare e ad agire di conseguenza, e ci permetterà di fare più di quanto immaginavamo.

3.      Autocontrollarci. Se siamo soliti a reagire emotivamente, prima di tutto dovremmo imparare a non dire cose che non dovremmo dire. Invece di inveire, diamo a noi stessi il tempo di calmarci.

Ricordiamoci che una persona che non sa disciplinarsi è come se fosse in una prigione senza sbarre.

Le nostre abitudini ci stanno rendendo prigionieri?

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