STRESS-GESTIONE-2-www.pr3.it-www.corsodivendita.com-oliviero-castellaniLa parola stress è ormai saldamente entrata a far parte del nostro vocabolario; usiamo espressioni come “mi sento stressato” quando descriviamo la fretta e il panico che ci prendono all’avvicinarsi di una scadenza, “è sotto stress”, riferito all’insolita irritabilità o bizzarro comportamento di un collega, “è un lavoro stressante”, per conferire uno status particolare ad un determinato lavoro.

Essere in una situazione di stress è un’esperienza molto personale; le pressioni arrivano dalle direzioni più diverse e si ripercuotono su di noi in modi e tempi altrettanto diversi.

Riconoscere queste pressioni e mettere in atto strategie per affrontarle ed evitarle, ci potrà aiutare ad eliminare gran parte dello stress che ci affligge ed a gestire quindi meglio il nostro tempo e la nostra vita, oltre che ad evitare, o ad attenuare, i conflitti che ne derivano irrimediabilmente.

Stress e interlocutori difficili sono i veri nemici della vita in azienda.

Lo stress eccessivo e prolungato è fonte di disagio, ruba energia e ci rovina la vita trascinando le tensioni anche fuori dal mondo del lavoro.

Una delle cause di maggiore stress sono le relazioni conflittuali che non tutti sono in grado di gestire o di tollerare

La stessa Comunità Europea, con la direttiva 2002-2006 per la salute nei luoghi di lavoro, constatando che oltre il 30% delle malattie nei luoghi di lavoro sono di tipo psicologico e in crescita, invita gli stati membri a valutare i rischi psicosociali e a promuovere il benessere organizzativo per prevenire le “sindromi da lavoro” (ansia, stress, depressione, mobbing e burn-out).

Stress e conflitti, nei luoghi di lavoro sono in aumento e diventa opportuno saperli fronteggiare.

Conseguentemente il litigio che ne può derivare non ha limiti; possiamo litigare con un perfetto sconosciuto per un parcheggio, o con una persona cara per pure questioni di principio.

La vicinanza e la convivenza non sono facili, è una questione di distanze e di spazi, di limiti che mettiamo e che ci mettono, della lettura soggettiva che ne diamo e che vorremmo venga rispettata, limiti che, quando lo stress diviene cronico o esistenziale, tendono a ridursi considerevolmente.

Il perfezionismo, la competitività, il senso di onnipotenza e il pensiero negativo non sono nostri alleati e ci rendono molto vulnerabili, aumentando le nostre eventuali fragilità, alle minacce della vita sociale.

Le sfide quotidiane diventano assai ardue se vissute come esami di convalida del proprio essere; accettare di avere dei limiti e tollerare gli errori aiuta a vivere più serenamente.

Ognuno di noi ha dei confini invisibili, fisici, mentali o emotivi,  oltre i quali non tutti possono passare, ed alcuni proteggono spazi che sono solo nostri.

Non dobbiamo solo riconoscere i nostri confini, ma, per prevenire e gestire lo stress, prima che diventi patologico, dobbiamo indicarne garbatamente agli altri i limiti invalicabili; comunicare le nostre esigenze, concederci   il “lusso” di dire di “no” quando occorre dire “no”, piuttosto che essere ad ogni costo accomodanti, ci salvaguarda dalle persone invasive, dal sentirci sopraffatti dagli eventi e quindi ci evita di soccombere all’incontenibile aggressività difensiva che talvolta generiamo quando il bicchiere e’ colmo.

Non ultimo bisogna sapersi rilassare, lasciando emergere sensazioni ed emozioni che di solito sono sepolte dalla distrazione che gli impegni esterni forniscono.

Può essere utile allora un approccio graduale al rilassamento perché occorre imparare a rilassarsi: fare semplicemente qualcosa di piacevole e di gratificante, che rappresenti il diritto di prendersi del tempo per sé.

Per ognuno è diverso: cucinare, lavorare a maglia, disegnare, nuotare, pregare o ascoltare la natura, purché ci si conceda lentezza e si lascino fluire i gesti, anziché perseguire uno scopo.

La capacità di raggiungere un profondo rilassamento è fondamentale per prevenire e curare disturbi fisici e psicologici, evitando che diventino patologici.

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