Lo scopo della vita non è vincere. Lo scopo della vita è crescere e condividere. Quando arriverai a ripensare a tutto ciò che hai fatto nella vita, trarrai più soddisfazione dal piacere che hai portato nella vita agli altri che non dalle volte che li hai superati e sconfittiHarold Kushner.

I membri della squadra amano e ammirano sempre un giocatore che sia in grado di aiutarli a salire di un altro livello, qualcuno che li faccia progredire e conferisca loro il potere di avere successo.

I giocatori che fanno progredire i compagni di squadra hanno in comune alcune qualità.

Innanzitutto apprezzano i compagni di squadra, e tendono perciò a sviluppare più lo spirito di approvazione, piuttosto che quello di critica (le persone capiscono se credi in loro, e le performance che offrono riflettono solitamente le aspettative di coloro che esse rispettano).

In secondo luogo capiscono ciò che è fonte di apprezzamento da parte dei loro compagni, ascoltando per capire di cosa parlano, osservandoli per capirne lo stile di vita.

Aggiungono poi valore ai membri del team, al fine di farli a progredire, trovando i modi per aiutarli a migliorare le loro abilità ed atteggiamenti; chi fa progredire gli altri cerca i talenti e l’unicità negli individui, aiutandoli ad incrementare quelle abilità a beneficio loro e dell’intera squadra.

Infine si rendono preziosi, lavorando per migliorarsi, non solo in funzione di vantaggi propri, ma del maggior aiuto che possono offrire.

Diventare uno che fa progredire gli altri non è sempre facile e occorre essere sicuri di sé per dar loro; le persone che credono nell’intimo che aiutare gli altri danneggi in qualche modo le loro opportunità di successo, faranno fatica ad essere il motore dei progressi altrui.

Quando un membro della squadra fa progredire i propri compagni in modo disinteressato, fa progredire anche se stesso.

Per essere un team player di qualità occorre credere negli altri prima che essi credano in me, in altre parole dobbiamo diventare degli iniziatori; se crediamo negli altri e diamo loro una reputazione positiva da mantenere, possiamo aiutarli a diventare migliori di come pensano di essere.

Dobbiamo servire gli altri prima che loro servano noi, aiutandoli a raggiungere il loro potenziale; troviamo il tempo e le risorse per esperienze che ci arricchiscano e, ogni volta che è possibile, riconosciamo ai nostri compagni il merito per il successo della squadra.

Cerchiamo di aggiungere loro valore prima che lo aggiungano a noi, perché le persone vanno verso chi le valorizza, e si allontanano da chi le denigra; l’importante è motivarle nelle aree in cui non si sentono a proprio agio, ma per le quali hanno delle doti, evitando di spingere le persone a lavorare in ambiti in cui non hanno alcuno talento … le frustreremmo soltanto.

Non c’è niente di così prezioso, e gratificante, come aggiungere valore alla vita degli altri.

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