BEARZOT-PERTINI-MANAGER-SE-STESSI-www.pr3.it-www.corsodivendita.com-oliviero-castellaniDiventare manager significa saper interpretare il presente, accettarne le situazioni negative, trasformando i problemi in opportunità (questa affermazione la ritroviamo praticamente in tutti i libri di management).
Ne conseguono le necessarie qualità nella leadership, del time management e del team building.
Ma nella pratica quotidiana cosa permette di costruire, e di mantenere, una buona immagine di sé?

19 Responses to Manager di se stessi

  1. Laura Pasquarelli scrive:

    Secondo me resta sempre importante dare l’esempio di quanto si predica agli altri… Reputo sempre più arduo trovare coerenza, eticità e correttezza, professionalità, coraggio nell’assumersi responsabilità, capacità di comunicare davvero con gli altri e di motivarli promuovendone i talenti…

  2. Mario sassi scrive:

    Esempio, Coerenza, Capacità di gestire e valorizzare le energie dei propri collaboratori.

  3. Manlio Caruso scrive:

    Quanto è vero quello che hai appena detto, cara Laura, quanto è vero…….

  4. Del Rizzo Andrea scrive:

    La consapevolezza di utilizzare le proprie energie per raggiungere gli obiettivi che ci si è dati, fissandone di nuovi, coerenti e reggiungibili, per sè ed il team;
    La coerenza tra il proprio sè interiore inteso come sistema di valori e l’immagine che vogliamo proiettare verso l’esterno.

  5. Maurizio Federico Brera scrive:

    Concordo appieno con Laura; oggigiorno, il management (mi rivolgo in particolare a quello introdotto nelle Aziende ove la meritocrazia e l’iniziativa sono mere parole vuote) deve saper dare l’esempio per primo, essendo motore di stimolo e motivazione verso il futuro e non mero esecutore di ordini dall’alto, dando al personale la sensazione di contribuire ad una efficace rotta di sviluppo aziendale invece di vogatori chr remano verso l’ignoto.
    Può sembrare retorica, ma spesso è questo il malessere che si coglie tra gli addetti ai lavori… ed è qui che il buon dirigente deve saper usare etica e comunicazione per sostenere il personale; non è tutto, ma è quantomeno un inizio per una valida interrelazione aziendale.

  6. Thomas Erba scrive:

    L’onestà in tutte le sue accezioni…il possibilismo, il coraggio, il tempismo.

  7. Laura Pasquarelli scrive:

    Grazie per l’appoggio, cari colleghi! Questo lo trovo mooolto motivante… Magari insieme riportiamo un po’ di valore nelle organizzazioni e nella società!!! :-)

  8. Marina Fabiano scrive:

    Una delle competenze più complete, a mio parere, è il coaching. Non vuol dire che il manager deve diventare coach e basta. Significa che deve saper distinguere il momento, la situazione e la persona con cui agire da leader, da manager o da coach. Il coaching include ascolto, comprensione dell’altro, comunicazione, etica e tutti i valori più importanti che un manager – appunto con l’esempio – deve saper agire ed insegnare.

  9. Giuseppe Azzara scrive:

    una reale cosciente e positiva autostima? può bastare?

  10. Sara Gallinari scrive:

    Grazie Laura. Io attribuisco grande valore ad una qualità che trovo sempre più raramente: il coraggio. Il coraggio di un manager a dare ritorni anche “negativi” ai collaboratori, il coraggio di un collaboratore a vedere i propri limiti e, magari, a fare lo sforzo di oltrepassarli almeno un po’, il coraggio di ammettere che sono io che ho commesso un errore e non è colpa dei processi che non sono chiari…

  11. Laura Pasquarelli scrive:

    Mi piace vedere tutti questi sostenitori del buon esempio e del coraggio!!! Sono sicura che queste riflessioni condivise ci aiutano a portare avanti il nostro lavoro come professionals e il nostro valore come persone… Grazie anche a Sara e Marina!

  12. VINCENZO PICONE scrive:

    Occorre lavorare sodo sulla propria credibilità, autorevolezza ed affidabilità professionale, tutto il resto è rumore…….

  13. Stefania Aurigemma scrive:

    A mio avviso, una buona immagine di sé deriva dall’equilibrio tra immagine pubblica e privata. Finito il tempo del’ “apparire”, nell’era del web 2.0, ed ora 3.0, emerge con sempre maggiore evidenza il valore della coerenza tra pubblico e privato.

  14. Michele Nuonno scrive:

    Ricordare le esigenze degli altri, che siano clienti o colleghi, dire piccoli no alle piccole “tentazioni” e piccoli si ai piccoli sacrifici, sono tutti i mattoncini che costruiscono la piramide della nostra immagine (e a volte, come nel domino, basta toglierne uno perchè tutto crolli).
    Non vedo distinzioni tra immagine pubblica e privata, non si può essere competenti, onesti, coraggiosi ed equilibrati in pubblico e tutto il contrario in privato, condivido in pieno la coerenza tra le due sfere.

  15. Luciano Barbuti scrive:

    essere tra quelli che dicono solo e sempre….armiamoci e….PARTIAMO!!

  16. Silvia Gennari scrive:

    Agire sempre con rispetto, professionalità , coraggio e convinzione nelle proprie scelte; così da costruire un immagine positiva di sè e del proprio lavoro.

  17. Luca Pistaffa scrive:

    Nei 7 commenti li condivido ma a mio avviso bisogna fare di più “se la montagna non va a maometto, maometto va alla montagna” io ormai sono 31 anni che lavoro ho iniziato a 15 anni come operatore grafico e poi ho cambiato totalmente il mio lavoro iniziando le serali come Informatico, ho praticato un anno di volontario presso il centro di elaborazione dati della ASL di Verona e poi ho seguito tutti i corsi presso i centri ricerca di IBM in Lombardia (pagandoli un occhio della testa), non contento dopo il notevole bagaglio tecnico acquisito ho voluto circa 10 anni fa rimettermi in discussione e ho preso quel tesoro di bagaglio tecnico e ho rinvestito ritagliandomi un perfetto vestito commerciale sempre nel settore Informatico e telecomunicazioni assieme a Telecom Italia Spa. il risultato??? attualmente da più di un anno sono il direttore e presidente di 2 società una a Verona e l’altra a Budapest dove ormai vivo da tempo. Le società sono tutte consulenti per Telecom Italia (Telecom Italia per i giovani attualmente ha un programma nominato Capital) tutto questo l’ho raggiunto con molta tenacia, costanza UMILTA’ (ne vedo pochissa nelle persone che incontro) Consiglio quindi a tutti di non aspettare se nel posto dove si vive non ci sono possibilità è inutile aspettare andate fuori citta, regione, Italia e vedrete che vi sono moltissime possibilità.
    Un cordiale saluto a tutti Luca

  18. Stefano Beltramini scrive:

    vivere il ruolo in un ottica di miglioramento continuo, diventando consapevoli dei propri limiti e potenzialità e agire di conseguenza! … a Dio piacendo!

  19. Kishore Chalakkal Varghese scrive:

    “Find your voice and inspire others to find theirs…”
    Stephen Covey; ‘The 8th Habit: From Effectiveness to Greatness’; ISBN 0743287932

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Set your Twitter account name in your settings to use the TwitterBar Section.