Il manager dotato sa muoversi nella società senza rinunciare alla sua originalità e il più delle volte è proprio lui che plasma e modella il suo ambiente piuttosto che esserne condizionato.Non è anticonformista per principio, è indipendente per natura e la sua ferma determinazione a perseguire i propri obiettivi è un aspetto essenziale della sua personalità, al punto da poter sembrare insensibile alle esigenze e ai sentimenti degli altri.I manager capaci di idee originali sono numerosi, ma occorre anche il coraggio di essere se stessi, di vincere le opposizioni e di tradurre le proprie idee in iniziative concrete e produttive.
Molti manager sacrificano la propria creatività per le esigenze dell’ambiente preoccupati principalmente di uscire senza danni da ogni situazione.
Questa forma di desiderio di essere accettato e approvato è in realtà una rinuncia ai propri valori, ai propri obiettivi ed alle proprie inclinazioni, e per quanto  possa essere messa loro a disposizione una vasta gamma di scelte, saranno quasi sempre incapaci di scegliere autonomamente per la mancanza di fiducia in se stessi, nelle proprie idee e convinzioni.
Sfortunatamente nelle aziende il conformismo viene quasi sempre incoraggiato e premiato e in molti casi il più alto apprezzamento va ai dirigenti che obbediscono ciecamente agli ordini di scuderia, che si mostrano sempre rispettosi, che fanno puntualmente il loro lavoro e non creano problemi.
Il risvolto della medaglia è purtroppo il dover constatare che la maggior parte di questi manager conformisti sono rigidi, stereotipati, incapaci di introspezione, opachi e privi di spirito di iniziativa.
Un manager non dovrebbe temere l’ambiguità, la precarietà, l’incertezza, la complessità, i dubbi, i misteri e le perplessità: ci ragiona, valuta, giudica e passa all’azione.
Ha il coraggio di gettarsi in nuove iniziative con tutto il suo bagaglio di entusiasmo ed energia.
Non avere il coraggio del fare per timore del giudizio degli altri è l’anticamera della mediocrità.
R.W. Emerson (saggista e filosofo dell’800) scriveva “Qualunque cosa tu intraprenda, occorre coraggio. Qualunque iniziativa tu prenda, ci sarà sempre qualcuno pronto a criticarti. Sempre sorgeranno difficoltà che ti faranno dubitare che i tuoi critici hanno ragione. Concepire un progetto e metterlo in pratica richiede vero coraggio.”
Occorre in definitiva possedere un invincibile ottimismo di fondo, essenziale per ogni iniziativa, soprattutto se innovativa; se non si è convinti di riuscire, ogni sforzo è vano.
Essere privi di ottimismo significa credere che siano più probabili le previsioni negative degli scenari positivi.
E’ l’ottimismo che ci sostiene nella lunga e faticosa marcia verso un obiettivo lontano, ed anche se talvolta è difficile giustificarlo razionalmente, esso è sempre necessario nella realizzazione di qualunque progetto.

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