22 pensieri su “Quanto ritenete vera questa affermazione?”

  1. Assolutamente si. Per esperienza personale dico che quando ti viene conferita una delega parziale, o senza il sufficiente appoggio si inizia già male. In ogni nuova attività la prima forma di rispetto e fiducia deve esserti data dall’alto, poi è compito del manager saperla mantenere o incrementare. Se già all’inizio la delega è poco convinta, ottenerla in seguito diviene pressochè impossibile.

  2. Ciao Oliviero:
    Trovo l’affermazione mediamente vera. Non ritengo che i conflitti, specie quelli sterili, siano legati così spesso alla insufficiente o mancata delega, piuttosto invece ad una poco chiara (o chiarita) area di responsabilità diretta dei singoli manager e/o dei collaboratori: inoltre spesso i giochi di potere, le invidie, l’istinto di sopravvivenza, la sindrome da “yes man” e soprattutto l’insicurezza creano delle incomprensioni che se non esplicitate ed affrontate possono diventare distruttive o peggio, erosive in maniera virulenta e sotterranea e minare ciò che in fondo è alla base del principio della delega: la fiducia reciproca, la creazione e riconoscimento del gruppo dell’autorevolezza e non dell’autorità fine a sè stessa. Credo che sia questo uno dei principali motivi di debolezza del management correlato alla discussione.
    Volutamente provocatorio, attendo i vostri commenti.
    Giacomo.

  3. Oliviero, Ti riferisci alla scarsa autonomia “creativa” concessa dai CDA ai manager, oppure alla scarsa capacità dei manager di demandare a loro volta alcune attività?

  4. Verissimo. Alla base della delega ci deve essere la fiducia. Il pensare che “chi fa da solo fa per tre”, come frequentemente accade, e occuparsi di questioni che possono essere tranquillamente delegate e’ , a mio parere , il principale limite di qualsiasi manager che spende energie in attivita’ che possono fare altre persone, impegnandosi inevitabilmente meno sulle questioni di sua reale competenza.

  5. Assolutamente vero. Io per delega insufficiente però, non intendo dire che non si delega a sufficienza ma che la delega è carente. Ovvero dico al delegato “fai tu” e non gli dico quali sono i paletti e i momenti di controllo, ne mi accerto che il delegato abbia accettato e compreso l delega, In pratica passo dalla delega allo scaricabarile.
    Oliviero parliamo di questo vero?

  6. Quando si e’ nel top management e si hanno le mani legate perche non si hanno le deleghe necessarie per operare in piena autonomia puo’ portare l’azienda a non prendere alcune decisioni importanti ed immediate.
    Pertanto si una delega insufficiente crea un management con poteri ridotti AKA debole.
    Le critiche ed i sterili conflitti comunque sono una conseguenza di un malumore in generale, non ritengo quindi esclusivamente legati alla delega insufficiente.

  7. Il non presidiare una delega con dei momenti di controllo, ovvero non accertarsi che la stessa sia stata “trasferita comprensibilmente” è questione differente dal non delegare.
    L’esperienza mi ha portato però a verificare che i risultati sono spesso simili: chi delega male, come chi non delega affatto, si ritrova, il più delle volte, con un’inefficienza produttiva e con le sue inevitabili conseguenze, aldilà che tutto questo sia imputabile a un CDA o al suo Management.

  8. La delega è fondamentale per non perdere di vista dettagli importanti in scenari complessi.

    Basta immaginare un imprenditore che si vuole occupare in toto della sua azienda e concentra tutte le decisioni sulla sua scrivania, oltre ad avere una scrivania piena di carte immancabilmente accantonerà aspetti anche concreti del lavoro a causa della mole di dati che dovrà processare, potrebbe perdere di vista pareri di manager che sono sul field e che tutti i giorni hanno il “polso” della situazione e che potrebbero se delegate correttamente agire per tempo.

    Ovvio risultato sono le critiche e gli sterili conflitti, ma questo come dice David è conseguenza di un malumore generale!

    Ciao
    Daniele

  9. Credo che al di fuori di micro imprese non sia possibile gestire senza delegare. Quando cominci ad avere 20 – 25 dipendenti devi cominciare a delegare qualcosa. Esempio, mi assento per andare dai clienti e si guasta un macchinario. Qualcuno dovrà pur decidere di fermare la produzione, spostare su altre macchine, decidere un cambio etc. Cose piccole ma la delega deve esistere. Bisogna vedere poi come viene gestita.

  10. Vera al 100%.
    A me è sempre piaciuta la famiglia Pozzo, proprietaria dell’Udinese e ritengo che Guidolin l’allenatore sia bravo e fortunato a vivere un’esperienza del genere.
    Con Affetto
    Graziano

  11. vera, vera, certo ci sarebbero anche altri problemini alla base della crescita delle aziende…ma anche la mancanza di delega gioca un suo ruolo.

  12. Sì, una delega non adeguata è molto spesso “motivo di debolezza”.
    Aggiungerei un elemento: è anche sintomo che, rendendo manifesto, contribuisce a generare debolezza.
    Nell’immediato ne fa le spese il delegato; nel medio termine ne paga le conseguenze il delegante e l’organizzazione.

  13. Buongiorno a tutti/e,

    la delega rientra in un processo di leadership efficace.

    Quando non è presente uno adeguato stile di leadership, risulta molto difficile prevedere una delega efficace, con tutte le conseguenze del caso.

  14. Da 1 a 100, 110%.
    Delegare equivale a moltiplicarsi, aumentare la produttività, time e go-to-market profittevoli.
    Partire da un sano engagement non è una scelta facoltativa, oggi, per poter competere.

  15. Buonasera a tutti, penso che l’incompletezza della delega sia dovuta a scarsa stima delle proprie capacità, innanzitutto, e mancata maturazione commerciale: si diventa gelosi del proprio orto, ergo, non deleghiamo. quindi, la prima colpa è del delegante.
    Ma, attenzione, anche il delegato non è immune da colpe: se ricevo una delega inadeguata, sta nella mia capacità di analisi capire i limiti della delega stessa e rinegoziare (ebbene si, siamo sempre clienti/formitori di qualcuno) i termini della stessa.
    è sciocco lamentarsi delle deleghe, se non ne sappiamo distinguere i limiti ed i difetti insiti in esse. impariamo a valorizzare le nostre competenze, anche rifiutando deleghe non adeguate o addirittura limitanti, in maniera celata, della nostra attività.
    Io opero a strettissimo contatto con il vice presidente e/o il presidente della mia azienda: le deleghe ricevute non sono mai incomplete, perchè all’origine si ha un’analisi dettagliata del tipo di lavoro che ci proponiamo di fare.
    consiglio quindi di analizzare prima l’obiettivo, e dopo, i mezzi per raggiungerlo includendo anche la delega, anzi ritenendola il contenitore di tutto l’arsenale.
    cordiali saluti a tutti

  16. La delega è fondamentale, è un’arma in più su cui un manager deve puntare per avere sempre il controllo della situazione ed aumentare la propria produttività.

  17. Buona sera.
    Credo di esser il più giovane e da quanto ho letto, apprezzo molto le parole di Marco L.
    Nel mio piccolo, percepisco la delega come un atto di stima e di fiducia.
    Una responsabilità in più che si deve saper gestire.
    Riconoscendone però i limiti della stessa qualora sussistono e i propri.
    Potrebbe volontariamente essere un’arma come scrive Andrea R.
    Potrebbe comprometterebbe il singolo e passivamente il gruppo.
    In alcune società talvolta non è un bene e solo promuovendo questo strumento, se ne conosceranno gli effetti.
    Saluti
    GR

  18. Buongiorno, secondo me la differenza tra chi sa delegare e chi no (perché non sa farlo, non sa mettersi in gioco o non conosce il “modo” per farlo) sta nel soggetto delegante. Una buona delega sta alla cattiva/assenza di delega come il concetto di “autorevolezza” sta a quello di “autorità”. Buona giornata.

  19. Buongiorno. Credo che la delega sia fondamentale in quanto da un lato implica fiducia e stima e dall’altro possa comunque rappresentare un’occasione di crescita da parte del proprio collaboratore. A quanto sopra aggiungerei che ne beneficia l anche la produttività. Buona giornata a tutti.

  20. Pochi mesi fa commentavo di quanto sia bravo e fortunato Guidolin ad allenare l’Udinese. Ora è primo in classifica con una squadra che ha venduto diversi pezzi pregiati, più avanti di squadre molto più titolate. Ecco cosa significa “nicchia” di mercato, dove essere primi in quella nicchia li a volte significa essere primi – e sicuramente più remunerativi – rispetto a chi “appare” di più.

    Con Affetto
    Graziano

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