Come esseri umani tutti dobbiamo affrontare dei problemi, riuscire a comprendere noi stessi e ciò che ci preoccupa maggiormente è un passo importante per la risoluzione dei problemi della nostra vita e, inoltre, il nostro equilibrio psichico dipende dal modo con cui ci collaboriamo e instauriamo rapporti con gli altri; più una persona si isola, più è difficile che goda di una buona salute mentale.

Nel mondo competitivo in cui viviamo siamo spesso spinti a “essere come qualcun altro”, soprattutto se siamo cresciuti non accettandoci fino in fondo, avendo, quindi, con noi stessi un rapporto non soddisfacente.

Per un buon equilibrio e per un buon controllo dello stress è importante accettarsi come si è, individuando la nostra unicità e migliorando, o modificando, le nostre qualità.

Le convinzioni errate su se stessi e sugli altri possono generare aspettative non realistiche quali: voler piacere a tutti, credere che chi non condivide ciò che diciamo o facciamo si sbaglia, decidere che non ci sia più niente da fare di fronte a un qualunque rifiuto, pensare di non poter cambiare e non poter controllare la propria natura, fino al convincersi che  tutti pensano solo a se stessi, ecc.

Spesso, pur non rendendocene conto, abbiamo più punti di forza di quanti pensiamo di averne.

Un esempio di persona che sottovaluta i propri punti di forza è colei che non riesce ad accettare gli elogi senza doverli negare in qualche modo.

Il fatto poi di comprendere le necessità fondamentali degli altri ci aiuterà anche a capire come poter instaurare rapporti migliori con loro; i rapporti umani si sviluppano quando gli individui danno e ricevono in modo spontaneo.

I rapporti che si basano sul soddisfacimento delle necessità di una sola persona sono generalmente superficiali e di breve durata.

Ecco perché comprendere ed accettare se stessi è il primo passo verso l’instaurazione di rapporti positivi con gli altri.

Non è raro incontrare persone ossessionate dalla convinzione, peraltro distorta, di non piacere ad amici e familiari, in quanto, alla fin fine, sono loro a non apprezzare ed accettare se stesse, proiettando sugli altri la propria convinzione d’essere mediocre.

Di conseguenza, nei rapporti con gli altri, adottiamo “modelli” di comportamento insoddisfacenti, ma non riusciamo a modificarli perché sono parte integrante di noi stessi.

Interagire con gli altri può essere un’esperienza che genera sentimenti negativi, piuttosto che positivi.

La capacità di instaurare rapporti cordiali basati sul reciproco sostegno, senza per questo dover rinunciare alla propria integrità ed identità, è di fondamentale importanza.

Perché questo avvenga è importante avere la capacità di non collocare automaticamente le persone in caselle, evitare di avere con gli altri atteggiamenti combattivi (polemica e rigidità rendono i rapporti tesi), piuttosto che l’essere così compiacenti da sembrare falsi.

Le cattive abitudini sono difficili da abbandonare, ma possono essere sostituite.

Acquisire maggiore consapevolezza di se stessi aiuta a comprendere perché i rapporti sono difficoltosi.

Un primo passo importante per operare un cambiamento positivo consiste nell’accettare la propria responsabilità nei contrasti e nei problemi interpersonali.

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