Una volta che la fiducia tra due o più persone si è rotta, è possibile ricrerla?
Se si, come?

22 Responses to Si può ricreare la fiducia?

  1. Cecilia De paola scrive:

    La fiducia “rotta” mi fa pensare innanzitutto qualcosa che prima era unito e che aveva una certa fragilità. Il secondo pensiero va all’immagine di qualcosa di rotto e mi chiedo di quale tipo di rottura si tratta pocchi pezzi o svariati? Metaforicamente parlando esistono oggetti che ua volta rotti non vale assolutamente la pena aggiustarli, altri che rimettendoli insieme sono ancora estremamente funzionali.
    Quindi …
    … la fiducia interviene su un aspetto emotivo?
    … si può ricondurre all’oggetto della rottura e tenere fuori da questo “oggetto” le persone?
    se la risposta è tendenzialmente sì allora si interviene prima sull’oggetto della rottura ed contemporaneamente sulla resilienza delle persone che sono attori dell’accaduto.

    Intervento da counselor … eccomi =)
    Buon lavoro

  2. Fulvia Gravane scrive:

    domanda sfidante…
    mi sembra difficile… dipende da quanto è stato profondo il danno e dai motivi che l’hanno prodotto: delusione, tradimento, reato…
    rapporto personale/professionale su basi paritarie o fra persone su diversi livelli gerarchici?

  3. Manlio Caruso scrive:

    Infatti Oliviero: riallacciandomi alla domanda di Fulvia, ci spieghi meglio in che senso hai posto la domanda? I livelli, invero, sono differenti, così come la percezione della delusione o tradimento o qualsiasi altra cosa da parte di chi la subisce in una situazione o nell’altra. Ciao.

  4. Simona Fisichella scrive:

    Una volta ho sentito dire: “la fiducia è come il vetro, una volta incrinato non si può più riparare”. Ovviamente come hanno già detto i colleghi dipende sia dalla gravità del fatto in causa sia dalla percezione delle persone coinvolte. Normalmente è più difficile ricucire un rapporto quando viene lesa la dignità personale.

  5. Alberto Scocco scrive:

    Se si parla di fiducia compromessa/incrinata/infranta, il concetto di fiducia si lega strettamente a quello di tradimento.

    Un bellissimo saggio divulgativo sull’argomento lo propose qualche anno fa Aldo Carotenuto, nel suo “Amare tradire”… nel quale stigmatizzava i ruoli “solo apparentemente passivo” del tradito e “solo apparentemente attivo” del traditore.
    Alla base del discorso c’era il fatto che spesso il “tradito” si mette nelle condizioni di essere tale.

    Posto che l’evento per qualche motivo sia avvenuto, lancio una quasi-provocazione: dopo un “tradimento”, come fa il tradito a fidarsi della propria capacità di fidarsi?

  6. Massimiliano Manocchia scrive:

    Condivido l’intervento di Alberto.
    Aggiungo che la domada posta è troppo “generica” per poter argomentare una risposta. Ogni “crisi” di fiducia tra due persone è un caso a sè: si dovrebbe comprendere innanzi tutto quali sono le basi su cui la fiducia si è costruita, che cosa hanno fatto le parti per mantenerla viva, se entrambe considerano la fiducia come un valore e, se sì, che posizione questa occupa nella scala dei valori… e via di seguito, fino a giungere all’analisi e alla verifica del comportamento che ha scatenato la “crisi” di fiducia.
    Personalmente, vista, ripeto, la genericità della domanda, posso solo rispondere: “forse che sì, forse che no”…

  7. Laura Pasquarelli scrive:

    Belli i post di Alberto e di Massimiliano! Di Alberto apprezzo soprattutto l’ultimo punto: come mi fido della mia capacità di saper dare fiducia?
    A me è capitato ultimamente di dubitare di questa mia capacità, visto che la fiducia che avevo riposto in una persona che sentivo davvero molto vicina è stata tradita… Vero è anche che la fede o fiducia è un po’ un salto nel buio e io concedo fiducia consapevole del fatto che questa possa essere messa in discussione… Ma se non fossi più capace di fidarmi? Sarebbe davvero triste… Se ho investito tanto in un rapporto cerco sempre di salvarlo, senza però tradire me stessa e “abbozzare” pur di recuperare il rapporto: ci deve essere di fondo un reciproco rispetto per parlare di fiducia!
    L’impegno cmq deve essere da ambo le parti perchè ricostruire non è mai facile e scontato se parliamo di vera fiducia e vero rapporto!
    Mi viene in mente un bellissimo libro di H.James “The Golden Bowl” a proposito di rapporti e tradimenti…e incrinature nascoste!

  8. Alberto Scocco scrive:

    @ Laura: hai giustamente fatto cenno al distinguo tra fede e fiducia… che credo sia sostanziale, perchè… tante volte quella richiesta non è fiducia ma fede.
    La fede segue regole completamente diverse dalla fiducia e… quando si chiede fede e la si “spaccia” per fiducia, forse già lì ha luogo un primo tradimento
    :-S

  9. Federico Polidori scrive:

    Dal mio punto di vista, quando la fiducia tra due persone si rompe, è possibile ricrearla solo se la messa in discussione tra gli interlocutori si concentra su quelle che sono state le aspettative tradite, così come all’inizio del rapporto vi è stata un’intesa che ha dato origine al rapporto.

    Certo, all’inizio vi sono la novità, la conoscenza e le categorie mentali che portano a inquadrare una persona all’interno del proprio sistema di riconoscimento; quando tale sistema subisce una scossa, le conseguenze sono simili all’improvvisa mancanza di sostegno da parte delle abitudini acquisite.

    La fiducia può essere un valore per se stessi, un obiettivo da trasmettere ai propri collaboratori, una leva motivazionale, ma è anche una dinamica interpersonale basata sul dare e ricevere, per cui, di fronte alla possibilità di donare/donarsi, le aspettative a monte possono diventare degli alibi inespressi nel momento in cui “il dono” non è piaciuto o doveva essere diverso.

    Buon lavoro a tutti.

  10. paolo piergiovanni scrive:

    Riportare la fiducia allo stesso livello in cui si trovava prima del “tradimento” vero o preusnto che sia, ritengo richieda tempi molto lunghi e non è detto che venga recuperata. Si può, però recuperare il rapporto se esiste uno o più elementi di reciproca convenienza nel recupero.
    Resterà comunque una forte valenza affettiva negativa, ma se le parti hanno generalmente comportamenti assertivi non si faranno sfuggire i vantaggi che potrebbero ottenere mantenendo un rapporto seppure condizionato ed orientato a specifici obiettivi. poi con il tempo ……. mai dire mai.

  11. Beatrice Catani scrive:

    Se la fiducia è stata alla base dell’assegnazione di ruoli e incarichi precisi ed è frutto di esperienze positive precedenti e poi viene disattesa, è fondamentale dare la possibilità di riconquistarla. Sta di fatto che l’incognita, anche se debitamente ignorata, rimane e finirà per condizionare i comportamenti futuri di tutti. E’ necessario esprimere la situazione di disagio e lo stato attuale della relazione chiaramente in modo che, chi ha sbagliato, possa agire per ripristinare il rapporto e riconquistare la propria posizione all’interno della relazione. Offrire la possibilità di riscattarsi, nei limiti del possibile.

  12. Pier Paolo Bottin scrive:

    Si, se c’è l’intenzione da tutte due le parti. Con tecniche di negoziazione e analisi tranzazionale opportunamente applicate si può costruire una nuova via per un nuovo rapporto.

  13. Paola Gigante scrive:

    apprezzo il vostro ottimismo … scusate se così sintetica e banale ma trovo estremamente complicato ripristinare un rapporto di fiducia rotto magari da un tradimento professionale o personale. Occorre valutare se c’è intenzione di ricostruire, se è la prima volta, il grado di relazione fra i protagonisti … per esperienza personale ora sono poco propensa a riprendere rapporti con persone che mi hanno tradito (non una ma più volte) e a nulla è servito chiarire nell’interesse comune. Come Laura ho messo in dubbio la mia capacità di fidarmi.

  14. Marco Malnati scrive:

    se posso aggiungere il mio piccolo contributo dopo le vostre molto interessanti argomentazioni, direi che dipende dalla natura del legame, dal contesto e dalla causa che ha portato alla perdita di fiducia. Come qualcuno faceva giustamente notare, condizio sine qua non, ci vuole apertura e disponibilità da entrambe le parti. Una buona messa in discussione è altrettanto fondamentale. Se abbiamo riposto male la fiducia per aspettative eccessive, probabilmente l’errore, se così si può definire, è da imputare a noi e in quel caso comincerei col chiedermi che cosa ha fatto si che mi creassi una siffatta aspettativa. Se invece la mia fiducia è stata a lungo ben risposta, proverei a cercare di capire quando il rapporto con l’altra persona ha iniziato a cambiare. Una revisione a posteriori, magari non aiuta a recuperare la fiducia, ma almeno a capire l’errore e ad evitare che lo si riproduca in futuro. Penso che talvota sia possibile recuperare un fiducia, ma comporta un lungo lavoro; inoltre difficilmente sarà tutto come prima

  15. Paola Gigante scrive:

    Marco, concordo con il tuo commento e ti chiedo: in alcuni casi è possibile il “tradimento” solo perchè una delle 2 parti ottiene guadagno dal tradire, pensa ad un vantaggio immediato e al “perdono” successivo, considerandosi capace di manipolare la controparte. L’aspettativa del “tradito” sicuramente era eccessiva (come la sua ingenuità). Pensi che in un caso come questo si possa ricostruire?

  16. Marco Malnati scrive:

    Paola nel caso da te paventato, direi che se c’era malafede sicuramente no, se non c’era penso sia possibile, ma con molta difficoltà e sicuramente ad un livello molto distante da quello iniziale

  17. Paola Gigante scrive:

    Grazie Marco, gentilissimo e celere:-)

  18. Beatrice Catani scrive:

    Concordo, pur se recuperato il rapporto difficilmente sarà come prima. Ma tentare è necessario

  19. Paola Gigante scrive:

    conosco situazioni in cui il tradimento anche solo professionale si ripete. Qui entra in campo la psicologia…

  20. edi pizzi scrive:

    Non credo si possa più sostenere che la fiducia sia un qualcosa che si rompe ed eventualmente anche si ripara.
    La fiducia è.. o ce l’hai o non ce l’hai, ma non negli altri, in te stesso in relazione all’altro/altri.
    Tornando al punto però, qualcosa però si è rotto.. quella, è la maschera dell’interlocutore, la recita, la finzione, il controllo sulla relazione, che finalmente sgretolandosi lascia spazio alla verità; poichè una relazione controllata non è (più) una relazione.
    Che ci piaccia o meno, quella che scopriamo è sempre la verità, che per quanto brutta sarà sicuramente migliore della finzione;
    da lì si può ripartire, insieme se lo vogliamo ancora.
    Se ciò accade – senza tradire noi stessi: affrettandoci a reindossara la maschera – sarà certamente una relazione diversa e migliore, perchè diversi e migliori ormai sono gli interlocutori.
    Sarà come ritrovarsi su un altro piano, dove puoi anche riconoscere un altro feeling ..nuovo.

  21. Pierluigi Pitaccolo scrive:

    Ritengo sia importante chiarire in che modo si rompe la fiducia.
    Cosa accade a me?
    Come mi sento?
    Quli sono le emozioni che emergono?
    Quando accade questo, la mia visione del mondo è cambiata, e spesso accade che non sempre è chiaro il perchè.
    In questo caso un percorso di Counseling può aiutare ad esplorare, chiarire ed acquisire una maggiore consapevolezza di sè e di ciò che realmente sta accadendo in quel particolare momento della propria vita.
    “Confrontarci con quei vincoli che impediscono di accettare la realtà così com’è.
    Si tratta di imparare a guardare il mondo con occhi diversi.
    Con i nostri occhi, pieni di consapevolezza”. Plutarco
    Un caro saluto a tutti.
    Pierluigi
    Gestalt Counselor

  22. Alessandro Grecu scrive:

    interessantissima come domanda. A volte capita inoltre di essere un po deluso da vari personaggi, collaboratori, clienti, fornitori, ..o altro, .. e giorno dopo giorno se dai spazio sperando che rinsaviscano, quelli nemmeno lo capiscono, sinchè arrivi alla esasperazione e ti accorgi che di fiducia proprio non ne rimane..

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