Sono quattro i tipi di lavoro che si possono fare.

Quelli che sono difficili da imparare e da fare (come dover svolgere un lavoro per il quale non si ha alcuna attitudine).

Molte persone si ritrovano ad intraprendere professioni o carriere che richiedono capacità che sono in distonia con le loro soddisfazioni.

Vi sono poi le professioni che sono difficili da imparare, ma facili da fare (pilotare motonavi piuttosto che aerei, piuttosto che divenire tecnici hardware).

Occorre una grande dedizione per acquisire queste capacità, ma una volta apprese divengono sempre più semplici da svolgere.

Questi tipi di lavoro possono divenire col tempo noiosi e poco stimolanti.

Un terzo tipo di lavoro è identificabile in facile da imparare, ma difficile da fare (lavori fisici come eseguire uno scavo o tagliare la legna).

Un lavoro fisicamente impegnativo è sempre duro da fare.

L’ultima categoria è costituita da quelle mansioni definite facili da imparare e facili da fare, quelle che si imparano così facilmente e che sono svolte in modo così naturale, che ci si dimentica di quando e come le si siano imparate.

Queste ultime sono i migliori indicatori delle nostre inclinazioni naturali e dei nostri talenti, quelle che ci possono indirizzare al lavoro migliore, in ogni momento della nostra vita.

Il fatto è che la qualità del nostro pensiero determina la qualità della nostra vita; più tempo passiamo a riflettere su chi siamo, migliori saranno le decisioni che prenderemo e più ambiziosi gli obiettivi che raggiungeremo.

Il nostro compito consiste, in fondo, nell’organizzarci la giornata lavorativa e la vita professionale in modo tale da dedicare sempre più tempo alle cose che ci riescono meglio.

Quando cambiamo, o vorremmo cambiare, occupazione o ruolo nel corso della nostra vita professionale, fermiamoci per un momento e tiriamo le somme su chi siamo, che qualità abbiamo, cosa vogliamo.

Quindi prendiamoci il tempo necessario per scegliere il lavoro che fa per noi in base al nostro attuale livello di conoscenze, capacità e sviluppo.

Proviamo a immaginare di ripartire da zero ponendoci una semplice domanda “sapendo quello che so adesso, c’è qualcosa che oggi faccio e che non rifarei se potessi azzerare tutto e ricominciare da capo?”, poniamoci questa domanda in ogni sfera della nostra vita: porsi e rispondere a una domanda come questa richiede una buona dose di coraggio.

Se la nostra risposta dovesse essere “si” la domanda successiva dovrebbe essere “come posso liberarmene e quanto tempo ci impiegherò per farlo?”.

Per cambiare la propria vita, spesso basta avere il coraggio di affrontare il fatto che una decisione presa in precedenza non si era rivelata essere così valida come si era pensato inizialmente

Scegliamoci perciò il nuovo lavoro con cura; dovremo scambiare con esso una certa quantità della nostra vita, e questa è più importante del denaro che ne riceveremo.

Il denaro si sostituisce, mentre il tempo trascorso è andato per sempre.

Alcune persone accettano qualunque lavoro venga loro offerto se ne hanno bisogno (e questo è comprensibile) e accettano qualsiasi mansione, orario e condizione.

Se questo perdura a lungo, e in più occasioni, queste persone cominceranno a considerarsi agenti passivi, meri esecutori, divenendo sempre più impulsivi e accondiscendenti.

Ricordiamoci sempre che il nostro tempo e la nostra vita sono tutto ciò che abbiamo e sono insostituibili.

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