In qualunque processo di convincimento del nostro interlocutore non è pensabile arrivare a manipolare qualcuno fino ad indurlo ad azioni volte al nostro esclusivo beneficio.

Possiamo farci più amici in due mesi, mostrandoci sinceramente interessati agli altri, che non in due anni tentando di indurre gli altri ad interessarsi a noi.

Eppure ci sono persone che si comportano stupidamente per tutta la vita, cercando di attirare gli altri e indurli ad interessarsi a loro: naturalmente non funziona.

Un recente studio relativo a circa 5.000 conversazioni della durata media di meno di 10 minuti l’una, appare quasi 40.000 volte la parola “Io”.

Quando guardiamo una foto di gruppo in cui siamo ritratti anche noi, chi guardiamo per primo?

Se si cerca semplicemente di impressionare la gente per indurla a interessarsi a noi, non riusciremo mai ad avere amici veri e sinceri.

Si racconta che Napoleone Bonaparte in uno dei suoi ultimi incontri con Giuseppina le disse “Giuseppina, sono stato un uomo fortunato quant’altri mai, eppure in questo momento tu sei la sola persona al mondo della quale mi fidi” (gli storici dubitano che si potesse fidare veramente di lei).

Nel libro Il significato della vita dello psicologo viennese Alfred Adler si legge “è l’individuo che non si interessa gli altri quello che ha più difficoltà nella vita e che procura più danni al prossimo, e sono questi gli individui che falliscono nei loro intenti”.

Una volta un consulente rampante, parlando con il suo mentore, e riferendosi ai partecipanti ad un corso disse più o meno così “ma questi non capiscono proprio nulla, abbiamo detto loro le stesse cose dell’altra volta, ed è come se non le avessero mai sentite; ma come si fa ad essere così, e soprattutto come fa lei, dopo anni, a sopportare questa pochezza”?

Il mentore non si scompose e si limitò a sorridere.

Poco tempo dopo, durante una conferenza su “formazione e apprendimento” a cui partecipavano professionisti del settore, compreso il suo consulente rampante, egli disse, dopo aver citato la frase di Adler “chiunque creda che il successo in questa attività sia nel sapere è in fallo; il segreto sta nell’avere interesse e sincera gratitudine per le persone che intervengono ai nostri seminari, perché è grazie a loro che ogni giorno possiamo imparare cercando di offrire il meglio di noi stessi; avere la presunzione di sentirci migliori di coloro grazie ai quali possiamo guadagnarci da vivere, e bene, non ci porterà da nessuna parte, proprio come ha detto Adler”.

Si possono ottenere attenzione, tempo e cooperazione da chiunque dimostrando un vivace interesse per loro e per il loro lavoro.

Publilio Sirio, poeta latino vissuto prima della nascita di Cristo, sottolineava “Ci interessiamo agli altri, solo quando gli altri si interessano a noi”.

La manifestazione di interesse, come ogni altro principio nelle relazioni umane è una strada a doppio senso e deve essere assolutamente sincera.

Purtroppo conosco molte persone che anziché utilizzare il dare per l’avere, sono infelicemente concentrate sul solo avere, e per quanto affermino il contrario, il loro modo di essere è talmente evidente, da risuonare rumorosamente fastidioso.

Comunque la si giri, se vogliamo che gli altri ci apprezzino e ci vogliano bene, se vogliamo sviluppare amicizie sincere, se vogliamo aiutarli e allo stesso tempo aiutare noi stessi, ricordiamo sempre di “interessarci sinceramente alle altre persone”.

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