Non tutti i mali vengono per nuocere: mentre la crisi morde le tasche, gli italiani corrono ai ripari investendo nelle lingue. E se il settore del turismo risente della recessione, il comparto dei soggiorni all’estero per apprendere una lingua registra al contrario crescite a due cifre. “Rispetto a 4-5 anni fa – assicura all’Adnkronos Silvia Gerboni, responsabile marketing e pubbliche relazioni per E.F. Education – il mercato ha registrato un balzo in avanti del 25-30%”. Complice anche “la buona tenuta dell’euro su sterlina e dollaro – aggiunge Olivier Grollimund, responsabile Italia della E.S.L. soggiorni linguistici – che rende quello che in passato era considerato un viaggio proibitivo, un’opportunita’ per tutte le tasche”.

Le difficolta’ economiche a sorpresa fungono da volano. “Con la crisi – spiega Gerboni – la crescita di questo comparto e’ piu’ evidente, perche’ l’incertezza porta a investire maggiormente su se’ stessi. Inoltre cavarsela con l’inglese e’ ormai una necessita’ irrinunciabile, qualsiasi sia il lavoro che si fa o ci si appresta a intraprendere”.

A far la valigia piccoli, ragazzi, adulti e persone piu’ in la’ con gli anni. Ma a partire maggiormente sono “gli adolescenti attorno ai 16 anni e gli universitari”, assicura la responsabile marketing e pubbliche relazioni per E.F. Education. La lingua piu’ gettonata “resta senza alcun dubbio l’inglese”, con Londra che continua a farla da padrone, regina indiscussa dei soggiorni ‘apprendi lingua’.

Gli italiani “si muovono prevalentemente all’interno dell’Europa – concordano Gerboni e Grollimund – anche perche’ in media la loro permanenza si aggira attorno alle 3-4 settimane”. I ‘cugini’ del Vecchio continente, invece, per apprendere o migliorare la lingua “stanno via piu’ a lungo, in genere diversi mesi – precisa Grollimund – dunque sono piu’ propensi a optare per mete di lungo raggio”.

“Il 90% degli italiani che opta per una vacanza studio – riflette Gerboni – desidera migliorare l’inglese”. “Seguono spagnolo, francese e tedesco”, aggiunge Grollimund. Il cinese affascina i connazionali “ma tira ancora poco – sottolinea la responsabile marketing e pubbliche relazioni per E.F. Education – i nostri corsi a Shanghai e Pechino sono stati scelti da poche decine di italiani”.

Mentre i corsi di arabo, spiega il responsabile Italia della E.S.L. soggiorni linguistici, “hanno risentito della situazione nei Paesi nord africani innescata dalla primavera araba”. Sorte analoga “per i soggiorni in Giappone dopo la tragedia di Fukushima”. Ma, indipendentemente dal contesto dei singoli paesi, “l’inglese continua a rappresentare la prima scelta per gli italiani, soprattutto per l’importanza nel curriculum”, fa notare Gerboni.

Chi decide di optare per mete lontane, “sceglie prevalentemente la California, la Florida e New York. Ma anche il Sud Africa – assicura Gerboni – fa presa sugli italiani, anche perche’ coniuga l’aspetto esotico con la dimensione metropolitana e piu’ filoccidentale di Citta’ del Capo”.

Chi vuole apprendere lo spagnolo e non si accontenta delle mete classiche, tipo Barcellona o Madrid, “puo’ scegliere la Bolivia, il Cile, l’Argentina, la Colombia, il Costa Rica – elenca Grollimund – ma anche Cuba, Ecuador, Guatemala, Messico, Peru’, Panama’, Repubblica Dominicana. Certo – riconosce il responsabile Italia della E.S.L. soggiorni linguistici – il prezzo del biglietto incide di piu’ se si opta per vacanze ‘mordi e fuggi’, ma gia’ chi decide di partire per quattro settimane puo’ valutare l’ipotesi di una meta lontana”.

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