Pensare positivamente è un modo per comunicare efficacemente con noi stessi al fine  di rilassarci e di stare meglio; stare bene con noi stessi, ci permette di stare bene con gli altri, e questo influenza favorevolmente i rapporti sociali, il lavoro, la famiglia e così via.
Possiamo influenzarci con pensieri positivi, oppure possiamo anche continuare a lamentarci, a fare le vittime o a sminuirci.
Pensare positivo non significa assolutamente vedere tutto rose e fiori facendo finta che vada tutto bene, accettando passivamente le avversità, pensare positivo significa affrontare cambiamenti e situazioni con un atteggiamento attivo ed ottimista, accettando la responsabilità delle proprie azioni al fine di poter padroneggiare la nostra vita.
Ogni essere umano è fatto di razionalità ed emotività e le due sfere sono saldamente interconnesse.
Quando a livello razionale accade qualcosa, ad esempio un fatto, sono i nostri sensi a captarlo, ma quasi sempre il fatto ci suscita un’emozione, per cui la nostra fisiologia si predispone automaticamente e molto rapidamente a reagire manifestando, a seconda dei casi, paura, tristezza, gioia, ecc., creando ed associandovi dei ricordi, belli o brutti; gli studiosi osservano che la maggior parte delle emozioni che proviamo è di tipo negativo: paura, rabbia, colpa, tristezza sembrano prevalere su serenità, gioia ecc.
Quando ci investe un’emozione negativa, il nostro corpo va sotto stress.
Va bene avere una sana preoccupazione se ci attende “un esame importante”, va meno bene se la stessa ci accompagna per giorni e settimane
nelle quali ogni “cosa” diventa un problema.
Finché riusciamo a mantenere una certa alternanza fra stress e rilassamento il nostro organismo riesce a ricaricarsi.
Innanzitutto, per aprire la porta al pensare positivamente, occorre rilassare il corpo.
Quando siamo tesi o nervosi il nostro respiro si accorcia, ed essendo meno ossigenato il sangue mette alla prova il cuore il quale inizia a pompare più velocemente; facendo una piccola serie di respiri profondi, la nostra fisiologia cambia e ci sentiamo un po’ più rilassati.
Controllando il respiro e rilassando i muscoli ci predisponiamo a parlare positivamente con noi stessi, riconoscendo la situazione, enfatizzandola se necessario, pensando alle possibili conseguenze e cominciando a ipotizzare le più disparate possibilità di soluzione.
Le nostre paure nascono da  convinzioni che hanno avuto anni di tempo per condizionarci negativamente, se a queste non sostituiamo immagini positive che lavorino per noi non potremo mai stare meglio, e le cose andranno sempre e solo peggio.
Il problema è rappresentato dalla distanza tra la situazione attuale e quella desiderata.
Non tutte le distanze sono immediatamente colmabili, ma come diceva Confucio “c’è sempre un primo passo verso la montagna”.
Questo è ciò su cui lavora il pensare positivamente.
Insegna ad avere fiducia e  rispetto di se  stessi e, di conseguenza, anche degli altri.

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