Le economie europee e quella americana stanno attraversando un periodo di persistente di difficoltà.
La Commissione Europea identifica la crescita come unico obiettivo strategico – seppur in vario modo articolato –  su cui concentrare tutti gli sforzi e le risorse da qui al 2020.
Le imprese italiane, fra tutte, sono quelle che maggiormente soffrono di questo male oscuro che rende difficile la crescita.
Alcune aziende crescono, ma la maggior parte no, anche quelle ben gestite.
Perchè?
E’ possibile concentrarsi sulla sopravvivenza, senza porsi l’obiettivo strategico della crescita?

7 Responses to Web discussion: Le imprese possono sopravvivere senza crescere?

  1. F.F. - finance and auditing scrive:

    Le imprese possono anche prosperare a lungo senza crescere. Chi detiene prodotti/servizi “cash-cow” è in questa posizione. La crescita è una smania per chi è indebitato fino al collo e per questo le Autorità (Europee ed Italiane) si sbracciano sulla crescita “tout-court”.
    Buona crescita a tutti coloro che se la possono permettere

  2. A.C. - Strategy Advisor scrive:

    E’ vero, ma i prodotti che oggi sono “cash-cow”, ieri erano “star” e l’altro ieri “question mark”.
    Se oggi un’azienda ha solo prodotti da mungere, cosa avrà domani? Solo prodotti “dog” cioè prodotti la cui unica convenienza è quella di ritirare dal mercato.
    E’ sano pensare alla crescita, anche solo per controbilanciare la decrescita che naturalmente avverrebbe. Il problema semmai è come. Come pensarla e come realizzarla.
    Noi abbiamo aiutato numerosi imprenditori a rimettere in moto il motore della crescita e spesso lo abbiamo fatto partendo dai loro consulenti abituali, spiegando la nostra metodologia e lavorando insieme a loro sui loro clienti.

  3. C.D. - Organizational Wellness Facilitator scrive:

    Crescere o sopravvivenza: bel dilemma. Le imprese che non investono rimangono indietro, e solo il 30% delle imprese internazionali investe. Il problema che vedo è che si taglia senza investire. Forse, si dovrebbe cercare un equilibrio. Molta parte penso la facciano la paura ed una mentalità a breve termine. Che ne pensate? Grazie mille delle vs. risposte.

  4. A.C. - Strategy Advisor scrive:

    La paura.
    Ecco questo mi sembra un buon argomento.
    E’ come se guardando agli enormi progressi compiuti dall’umanità, avvertissimo la difficoltà di tenere il passo, il brivido delle vertigini, la paura di un futuro corto, già usato dal passato.
    E’ come se la paura di perdere qualcosa fosse più forte della volontà di guadagnarla.
    Abbiamo bisogno di squarciare l’orizzonte.

  5. L.A. - C.E.O. real estate scrive:

    Non riesco a trattenermi dal porre una domanda: investire per crescere ma… in cosa?
    Ovvero, quale settore, quale prodotto, quale attività in Italia oggi può seriamente ed onestamente pensare ad una crescita a livello internazionale? Ovviamente il pensiero va subito alle nicchie che ci ostiniamo a ritenere una eccellenza del nostro belpaese, ma parliamo di industria, di volumi, di settori che influenzano il PIL, come si può pensare che l’Italia abbia a livello internazionale spazio per crescere?
    Forse uscendo dall’Euro e tornando alla vecchia Lira, con colpi di svalutazione di buona memoria, potremmo ritrovare un minimo di competitività, ma ad oggi vedo l’Italia in una posizione abbastanza drammatica.
    Odio fare la Cassandra, d’altro canto non sono certo un esperto, ma mi piacerebbe molto che qualcuno dissipasse le mie preoccupazioni.

  6. C.D. - Organizational Wellness Facilitator scrive:

    Luca, poni delle preoccupazioni che sono anche le mie. Ti invito a leggere questa interessante ricerca http://www.ssireview.org/articles/entry/collective_impact/
    sull’impatto collettivo. Io vedo in questo tipo di iniziative una buona soluzione, che non sarà la panacea di tutti i mali, ma forse è un buon inizio anche per l’Italia. Col mio gruppo di professionisti stiamo provando a replicare un modello simile, magari è una battaglia molto dura, ma penso valga la pena provarci.

  7. C.R. - Managing & Consulting scrive:

    Sopravvivere senza crescere è possibile, ma non è possibile sopravvivere senza mantenere un adeguato aggiornamento della propria gamma di prodotti/servizi.
    Quello che oggi la nostra azienda produce e il mercato richiede diverrà, presto o tardi una comodity su cui arriveranno concorrenza, e diminuzione dei margini (che sono il vero pane di tutte le aziende), e quindi è FONDAMENTALE riuscire ad inserire nella propria offerta nuovi prodotti a valore aggiunto con marginalità più alte. Da qui l’esigenza di introdurre nuovi prodotti/servizi nella nostra offerta al mercato.
    Ergo, Crescere non necesse est, Innovare necesse.

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