Una vecchia massima recita “le persone che fanno le cose che hanno sempre fatto ottengono i risultati che hanno sempre ottenuto”.

Un’altra, simile, dice “chiunque farà le cose come le ha sempre fatte, rimarrà sempre allo stesso punto”.

La psicologia riconduce questi atteggiamenti a quella che viene definita quale “zona di comfort”.

Questa zona è individuata come l’insieme dei modi di pensare, dei comportamenti, dei luoghi, delle attività e delle persone che ci sono in qualche modo abituali e conosciuti, e che per questo ci danno sicurezza.

Per migliorare abbiamo bisogno di uscire dalla nostra zona di comfort, ossia cercare di vedere le cose da punti di vista diversi, esplorare nuove possibilità e sviluppare nuovi schemi di pensiero, continuare a fare ciò che al momento ci viene difficile: tutte le cose sono difficili prima di diventare facili.

Mentre il cambiamento è automatico, ed è indipendente dalla nostra volontà, il miglioramento è sempre frutto di una decisione consapevole.

Decidere non è mai facile, ma perché per alcuni decidere è più difficile e complicato che per altri?

In molti lo è sicuramente per mancanza di abitudine a decidere, e di conseguenza per mancanza di utilizzo delle proprie risorse positive: tutto ciò è legato alla capacità di prendersi le proprie responsabilità e di voler affrontare le proprie paure di fare la scelta sbagliata, delle possibili conseguenze, del possibile fallimento, del giudizio altrui.

“Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non c’era più nessuno” (Johan Wolfgang Gohethe)

È meglio prendere delle decisioni imperfette, che essere alla continua ricerca di decisioni perfette che probabilmente non troveremo mai.

Non abbiamo nessuna possibilità di sapere con certezza in anticipo se la nostra decisione sarà giusta.

Rimandare non sempre è saggio: se dobbiamo uccidere un mostro è meglio farlo finché è piccolo.

Dobbiamo allenarci a decidere concentrandoci maggiormente su ciò che di positivo potrebbe accadere, piuttosto che sulle paure che ci possono bloccare.

La psicologia ci spiega che tutti gli esseri umani sono spinti da due grandi forze che incidono sulla loro motivazione: piacere e dolore.

A breve termine il dolore è certamente un fattore di motivazione ben più potente del piacere, però, i veri cambiamenti, avvengono solo quando il nuovo comportamento, o la nuova situazione, diventano piacevoli.

Ognuno di noi ha delle aree di inconsapevolezza identificabile con comportamenti inadeguati inconsci.

Grazie al feed back altrui possiamo prendere consapevolezza di questi comportamenti, ritorni che, se accettati, ci motivano a sperimentare comportamenti nuovi e più adeguati.

Col tempo questi diverranno abitudine, ed ecco, ciò che all’inizio del processo di cambiamento e miglioramento poteva apparire molto difficile, diventa estremamente semplice, quasi naturale.

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