Vi sono persone che a parole affermano di desiderare una certa cosa, ma poi nell’atto pratico, fanno esattamente il contrario.
In oltre 30 anni di lavoro ho conosciuto manager, venditori top, professionisti, ecc., che non facevano altro che lamentarsi della loro posizione professionale e della loro retribuzione economica.
Vi sono molte persone che  la pensano esattamente come loro, non amano il proprio lavoro e desiderano ardentemente una nuova posizione, ma, nonostante gli stessi apparenti obiettivi, le azioni per concretizzarli, non sono uguali.
Ad esempio c’è chi porta con sé qualche libro da leggere, o da studiare, durante la pausa pranzo, e c’è colui per cui la pausa pranzo (così come il tempo libero) è sacra.
Nulla da obiettare, ma due comportamenti diversi daranno vita a risultati diversi . . . dipende da cosa si desidera veramente e da cosa ci fa sentire centrati e allineati con la nostra natura.
Perché ciò che si desidera abbia qualche possibilità di realizzarsi occorre porre in essere azioni coerenti.
Ho conosciuto manager stanchi della vita da “business man” abbandonare tutto dalla sera alla mattina, per andare a vivere in un posto sperduto in mezzo alla natura, piuttosto che aprire un music pub o dedicarsi ad attività manuali.
Conosco manager pronti a parole a lasciare tutto, ma che lasciano prendere polvere alla propria valigia riposta accuratamente sopra un armadio, per la serie “oggi no, ma domani parto . . . .”
Un conoscente che fa il personal trainer, con uno di quei fisici da paura, da adolescente aveva problemi di perso, che cercò di superare, senza grandi risultati, grazie ad un dietologo.
Egli racconta che in quel periodo non trovava necessario perdere del peso, ne tanto meno mostrava interesse, alla sua salute o alle conseguenze fisiche e sociali che avrebbe subito nel corso degli anni.
Il desiderio di cambiare nel tempo divenne talmente tanto che le azioni, per concretizzare tale cambiamento furono quasi inevitabili.
Oggi, ascolta le storie di tante persone che vorrebbero modellare il proprio corpo, ma oltre il semplice desiderare, non vede nei loro comportamenti nessuna strategia (volontà) per ottenere risultati degni di nota.
Come ama dire “iscriversi a una palestra o un centro sportivo, non basta, bisogna anche sapere cosa fare quando stiamo li dentro, ma cosa più importante capire perché lo stiamo facendo.
In geometria si dice che una retta è costituita da due punti.
Nella costruzione di un obiettivo, possiamo adottare lo stesso criterio.
Per costruire qualcosa, dobbiamo sapere da dove partiamo (primo punto) ma soprattutto, dove vogliamo arrivare (secondo punto).
Come si suol dire il “problema” è rappresentato dalla distanza tra la “situazione presente” e la “situazione desiderata”.
Maggiore è la distanza, maggiori dovranno essere l’impegno e le energie profuse.
Il semplice desiderare una cosa, non sempre equivale a volerla sul serio.
Un detto popolare recita: “Stesse azioni, stessi risultati!”
Se qualcosa non funziona, occorre cambiarla.
Continuare ad adottare una strategia che non sta portando nessun risultato equivale soltanto ad una semplice perdita di tempo (a volte anche di denaro!).
Dobbiamo ancora una volta ricordare che “Il semplice desiderare una cosa, non sempre equivale a volerla sul serio“.

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