Dagli errori nascono spesso delle grandi opportunità.
Essere consapevoli di questo ci permette di evolvere e di migliorare nella vita.
Ci viene sempre raccomandato di imparare dagli errori, ma questo potrebbe essere non sufficiente, occorre saper cogliere l’opportunità che ogni errore può offrire.
Perché ciò avvenga occorrono una grande flessibilità mentale e una buona dose di creatività.
Condividete l’affermazione secondo cui “Il successo oggi è nelle mani di coloro che sono in grado di affrontare le situazioni difficili usando un approccio indiretto (laterale) osservando il problema da diverse angolazioni, anziché concentrarsi unicamente su una soluzione diretta al problema (verticale)”?

 

9 Responses to Laterale, verticale e . . . .

  1. Franca Fabrizio scrive:

    La mia modesta esperienza personale è caratterizzata da approcci indiretti (laterali) finalizzati a cogliere i diversi aspetti di una situazione da risolvere; le soluzioni dirette (verticali) non sono sempre le migliori nè le più funzionali o vincenti. Affrontare in maniera indiretta una sfida comporta l’attivazione di processi cognitivi basati sull’analisi, sulla razionalità e sulla logica utilizzate ad ampio spettro, il recupero di conoscenze/competenze acquisite, la loro applicazione anche in maniera diversa dal solito, lo sviluppo di idee creative ed originali e, soprattutto, lascia spazio alle competenze ed alla creatività di tutti i soggetti coinvolti, limitando le situazioni di conflitto e di stress.

  2. Fabrizio Leopizzi scrive:

    A tal proposito suggerirei di vedere questa scena, che spiega bene il concetto:
    http://www.youtube.com/watch?v=-4ar_kL3_RU

  3. Ivano D. Concas scrive:

    Oliviero, sono così d’accordo che ho battezzato il mio blog lateralselling.com (ispirato chiaramente al pensiero laterale)!
    Il peggiore dei vizi in azienda è proprio l’abitudine, non solo quella di fare le cose sempre nello stesso modo, ma soprattutto quella di pensare (osservare, analizzare) ed organizzarsi sempre nello stesso modo.
    Pensare fuori dagli schemi sembra un’attività impossibile, a meno che non si provi a definire meglio il processo: AGGIUNGERE nuovi schemi. E legando la creatività all’aggiunta di nuovi modelli di pensiero (per “allargare” letteralmente le vedute), vedo ancora oggi di estrema validità (dopo oltre 25 anni) lo schema dei sei cappelli di Edward De Bono, che consiglio a tutti.

  4. Valeria Miniussi scrive:

    condivido anch’io….il pensiero laterale aiuta a vedere le cose da più punti di vista e a volte proprio a cogliere le cose che non si vedevano prima…..concordo con la frase: “Perché ciò avvenga occorrono una grande flessibilità mentale e una buona dose di creatività.”…..

  5. Alfredo Della Penna scrive:

    Bel tema e soprattutto molto attuale ! “Cambiare il punto di vista per cambiare il risultato” ma anche per riuscire a vedere opportunità (e ve ne sono tante!) diversamente invisibili annegate come sono nella routine. Personalmente ad esempio da un pò, in tutte le possibili e diversificate situazioni lavorative e non, guardo e ricerco la non qualità e non la qualità. Sembra una banalità ma non lo è : si “scoprono” opportunità di recupero di competitività inimmaginabili!

  6. Davide Di Rocco scrive:

    Il focallizzarsi sulla soluzione invece che sul problema aiuta,

    la creatività può essere in molti casi associare applicazioni di altri settori al proprio business,

    In primis a mio avviso occorre però avere il coraggio e la disciplina per fare ciò che occorre,
    avendo una visione più ampia (del bilancio trimestrale)
    agire nel cuore del problema per creare reali vantaggi competivi che l’azienda possa spendere sul mercato

    comunicare una visione che possa coinvolgere collaboratori e chi quel cambiamento e chiamato ad implementare, fornendo motivazione e strumenti

  7. Giovanni Ingrosso scrive:

    L’approccio diretto è classico di chi si sente forte, e sentirsi forte è classico degli smargiassi, quindi gli approcci laterali sono quasi sempre da preferire!

  8. Antonello Goi scrive:

    Fuori dalle rigide guide della logica si possono sviluppare libere associazioni tra gli eventi intorno a noi e aggirare gli ostacoli posti dal pensiero verticale, generalmente generati da consequenzialità delle possibili risposte. L’autonomia di pensiero deve liberare la mente verso l’osservazione delle molti possibilità alternative, spesso nascoste dalle abitudini, dagli archetipi o dagli stereotipi. La logica orienta il pensiero, il pensiero “laterale” lo serve. In questa prospettiva le due modalità del pensiero non devono essere viste come antagoniste, ma è necessario un attento e sapiente utilizzo per ottenere valide risposte e giungere rapidamente a soluzioni corrette e creative.
    La fuga di Ulisse dalla caverna del Ciclope è una magistrale dimostrazione del pensiero laterale.

  9. Barbara Andreis scrive:

    Oliviero condivido in pieno il tuo pensiero: la mia vita è costellata di “errori”, secondo il sistema di credenze sociali, che ho trasformato in opportunità. Non godo del “successo”, anch’esso declinato socialmente, anzi ne sono per così dire ai margini, eppure vivo consapevole di chi sono, di cosa mi accade e scelgo.

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