FIDUCIA-TRUST-www.pr3.it-www.corsodivendita.com-oliviero-castellaniLa fiducia è un grosso problema e la sua importanza nella gestione di qualunque gruppo (azienda, club, famiglia, ecc.) è fuori discussione.
C’è una lunga lista di comportamenti che possono danneggiarla e ce ne sono altrettanti che possono  ripristinarla.
Eppure, molti manager stanno vivendo un deficit di fiducia.
Che succede?
Tra i motivi per cui si ha un deficit di fiducia si possono elencare azioni non coerenti con la mission e la vision aziendali, accento esasperato sulla produttività, turnover eccessivo e continuo cambiamento, parole e promesse ambigue da parte dei manager, lotte intestine ecc.
Leader di pensiero come Chris Argyris (Integrare l’individuo e l’organizzazione – New York: Wiley & Sons, 1964) hanno sostenuto anni fa che la fiducia è una condizione essenziale per buone prestazioni, ma la fiducia, in questi periodi, è un problema, un tarlo nelle mente di molte persone.
La mancanza di fiducia intorno ai leader è ormai quotidiana, e se in molti casi non se ne resta sorpresi, ci si dovrebbe comunque interrogare seriamente sui perché, visti i benefici economici che la fiducia può apportare a un’organizzazione.
Quest’ultimi includono questioni quali il morale più alto, una maggiore lealtà , maggiori deleghe e responsabilità, oltre al facilitare l’attuazione delle strategie aziendali.
Se i livelli di fiducia tra i dipendenti e i loro dirigenti, o nell’organizzazione in generale, sono bassi, sarà più difficile attuare qualunque politica.
Su cosa concentrarsi?
Sembrerebbe che la fiducia sia generata da processi e comunicazioni che finiscono con il dar vita a conseguenti aspettative.
Quindi è innanzitutto fondamentale non impostare aspettative che non possono essere soddisfatte e, laddove possibile, porre in essere momenti di condivisione delle conoscenze al fine di favorire la fiducia.
Favoriscono sicuramente la fiducia comportamenti talvolta troppo trascurati o dati per scontati, o vissuti perlopiù al negativo.
Tra questi la trasparenza, l’onestà, la comunicazione, la coerenza e un dialogo aperto.
C’è bisogno di manager disposti a correre dei rischi, perché senza rischio non ci può essere fiducia; la fiducia è un fattore di relazioni, prima di tutto con se stessi.
Ad esempio se i valori e i comportamenti aziendali restano unicamente uno slogan, ma non vengono vissuti dal management nel suo complesso, allora rimangono solo parole.

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