FATTI-EMOZIONI-SIMBOLI-FACTS-EMOTIONS-SYMBOLS-corsodivendita.com-corso-di-vendita-pr3-international-sales-training-marketing-management-oliviero-castellani-vendere-corsi-di-venditaCi sono persone che hanno un Io gigantesco, ma gigantesco non significa necessariamente forte!
Spesso quando qualcuno sente il bisogno di imporsi è perché non ha una gran considerazione di sé.
Quando due Io si incontrano (o scontrano) cadono talvolta nella tentazione del “duello”.
Invece di sfidare sempre l’Io dell’altro dovremmo cercare di tenere sotto controllo il nostro.
E’ l’Io che fa tutta la differenza tra la teoria e la pratica, tra i pii desideri e la vita vera, tra come sono le cose e come vorremmo che fossero, tra quello che ci hanno insegnato e quello che nessuno ha la possibilità di insegnarci.

7 Responses to Quando due “Io” si incontrano

  1. DANILO GALMOZZI scrive:

    bella questa discussione,
    IO capelli bianchi (ormai sempre meno) come i Tuoi da foto, quando trovo dall’altra parte l’ IO eccessivo ……non butto via il mio tempo e mollo…. ( x l’amor di Dio sono arrivato ad una età che adoro fare solo cose che mi piacciono).
    Preciso meglio:ogni giorno incontro persone di interesse che ne sanno più di me o come me; o meno di me ma comunque con argomenti interessanti; quindi ascolto con interesse e ci parlo volentieri.
    Poi ci sono i “pirletta”… ed é pieno il mondo….. quelli “li mollo” e come dicono a Milano “vadaviaiciapp” .. poi, é vero a volte ti viene l’istinto del “duello”… ma é un errore ed una perdita di tempo……………….

  2. Pier Z. Saffirio scrive:

    Siamo tutti una meraviglia, complessa e complicata. Mi è successo anche di incontrare il tipico “gallo” che ama sentirsi il re del pollaio, e, non prendendolo di punta lasciandolo sbollire un pò, trovare sotto un uomo interessante, ancora non realizzato, ma con validi potenziali. Potendo essere disponibili non bisognerebbe mai scartare nessuno a prima vista. La differenza è sempre una ricchezza

  3. Alessandro Ristaino scrive:

    sacrosanto:
    smussare il nostro io per favorire la sinergia, la condivisione e ottenere performance migliori
    non è forse il segreto della rete ??

  4. Pier Z. Saffirio scrive:

    Può sembrare che ciò che sto per scrivere non c’entri con l’etica e con la morale socio economica. Ma io, da cattolico, penso che dalla considerazione dell’amore che il padre ha avuto per noi, si può ricavare un tipo di rispetto e un tipo di fraternità amorevole che tutti dobbiamo avere per il nostro prossimo. Noi dobbiamo imparare ad avere amore e rispetto per i fratelli al livello massimo possible per ciascuno. Questo ci consentirà di ascoltare anche chi non ci piace, sino a provare a divenire amici, facendogli capire che si possono avere idee diverse, ma che ci si rispetta. Questo è incontrasi. Ogni altro modo è un pò egoistico

  5. Pier Z. Saffirio scrive:

    E mi passa per la mente un altro pensiero a conferma di quanto detto prima. Ma quante volte, nella vita, siamo stati disposti a chiedere scusa quando dentro pensavamo che avrebbero dovuto chiederlo gli altri a noi? E’ già tanto difficile farlo quando sappiamo di avere avuto torto, eppure cì è stato suggerito e siamo stati invitati a farlo anche quando si ha ragione. Questo può essere uno dei modi per incontrare l’altro.

  6. Bruno Perboni scrive:

    Credo che sia indispensabile distinguere il piano privato da quello lavorativo.
    Si può essere eticamente corretti in entrambi gli ambiti ma mantenere atteggiamenti diversi: maggior attenzione agli altri nel mondo privato, maggior sostegno alle proprie idee (se ne siamo convinti) nel mondo del lavoro. Con qualche anno di esperienza sulle spalle ho imparato che essere rispettosi e chiedere scusa significa essere immediatamente schiacciati dal concorrente o dal collega che sgomita, i quali interpretano come debolezza quella che, nel mondo privato, è rispetto degli altri.
    Quindi si può evitare lo scontro ma mostrare una forte inflessibilità quando necessario.
    Aggiungo una nota. Tempo fa un collega a cui parlai di etica sul lavoro mi rispose: esistono diverse etiche, non pensare che la tua etica sia condivisa da tutti. Ancorchè non condivisibile, questo concetto è profondamente vero. I “lupi” che sgomitano sono spesso sicuri di essere nel giusto e coerenti con la propria coscienza.

  7. Pier Z. Saffirio scrive:

    Occorre distinguere i pastori dai mercenari. I primi operano per costruire e dveono essere riconosciuti. i secondi vivono per sfruttare e vanno dal migliore offrente senza offrire qualità. Con i primi lo stile e il rapporto sono essenziali, con i secondi occorre tenacia, essere viglianti e rigorosi sui principi è basilare. Chiarito ciò con il prossimo, importante è lo stile di vita e dei rapporti nostro, personale. Questo fa la differenza nel tempo

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