PROMESSA-PROMISE-SCOUT-www.pr3.it-www.corsodivendita.com-oliviero-castellaniPer rimanere giovani dentro bisogna intraprendere con serietà, rigore e creatività il costante rinnovamento di se stessi.
Una persona una volta mi disse “occorre essere capaci di innovare l’ovvio”, in altre parole vivere con la capacità di non ancorarci, talvolta malamente, alle nostre certezze mettendo in dubbio la nostra stessa “esperienza”, qualora questa diventi un pregiudizio limitante.
Usciamo e proviamo l’inesperienza, quasi a partire da zero, scoprendo cose nuove.
Per pensare giovane, non bisogna – per forza – essere giovani.

5 Responses to Per sempre giovani

  1. Antonello Goi scrive:

    Ai tempi del liceo le parole di Leopardi, “A me, se di vecchiezza/La detestata soglia/Evitar non impetro”, apparivano come un noioso punto da commentare. Nemmeno la professoressa di lettere mi sembrava vecchia, anzi, ricordo ancora i suoi lunghi capelli rossi, gli occhi azzurri e la bocca sensuale. In verità non riuscivo scorgere vecchi da nessuna parte.
    Ora la detestata soglia l’ho superata e sono arrivato alla domenica sera, il sabato (del villaggio) è trascorso e non credo di arrivare ad un altro lunedì.
    Mi sono laureato in Filosofia 43 anni fa. Sono rimasto nell’azienda dove ero “entrato” da studente come telefonista. Ci sono rimasto, ma nella vita di lavoro ho fatto tutt’altro che l’insegnante. E la filosofia ha continuato a scorrere nelle vene, aggiornandosi con il passare del tempo.
    Ora che sono arrivato “all’Abisso orrido, immenso” mi viene da riflettere su quanto altrettanto immensa sia questa indicazione di Marco Aurelio:
    “A sé stesso [II,4,1] Ricorda da quanto tempo rimandi questi conti e quanto spesso, pur prendendo proroghe dagli immortali, non le utilizzi. Bisogna ormai che tu ti accorga una buona volta di quale cosmo sei parte; a quale governante del cosmo sottostai quale emanazione; e che vi è per te un limite circoscritto di tempo il quale, se non te ne servirai per darti aria pulita, disparirà e non vi sarà più un daccapo.”
    Darsi aria pulita, vivere senza voltarsi indietro, guardare avanti per andare avanti.

  2. Massimiliano Cantafia scrive:

    Gentile Oliviero, concordo con te sul fatto che uno sviluppo personale ed una crescita professionale soddisfacenti siano vincolati ad una costante curiosità, alla voglia di non fermarsi alle soluzioni già pronte e confezionate, al bisogno di imparare costantemente (quindi anche alla necessità di riconoscere che c’è sempre qualcuno che può insegnarci qualcosa).
    Ritengo tuttavia che l’idea di rimanere “giovani per sempre” – come recita il titolo del tuo post, anche se il riferimento esplicito è alla gioventù d’animo – non sia propriamente auspicabile. Molto ne sanno le filosofie orientali, che rimarcano l’assoluta naturalità del ciclo di vita degli esseri viventi dalla nascita alla morte, passando per le varie fasi.
    Secondo me è inopportuno, se non proprio insano, il mito della gioventù perenne (e, in qualche caso, a tutti i costi) che viene spacciato nei luoghi del consumismo e, da qualche tempo, in quelli del lavoro.
    Non sono certo che la mia esperienza personale possa essere quella più giusta o più ragionevole per essere in equilibrio con se stessi e con il proprio sviluppo, so solo che in quasi 18 anni di attività professionale ho cambiato – per mia scelta – sei aziende. In tutti i casi la scelta che mi ha guidato è stata la constatazione che nella realtà che lasciavo non c’era nessuno da cui potevo imparare qualcosa di utile, unitamente al fatto che avevo raggiunto il massimo sviluppo professionale consentito all’interno della stessa. Questo mi ha permesso di andare altrove ad imparare, a crescere e ad arricchire il bagaglio (umano e professionale) della mia vita. Oggi ho 43 anni, continuo ad essere curioso verso il mondo e le sue opportunità, continuo ad imparare tante cose da un sacco di persone (e devo ringraziare anche linkedin per questo), continuo a sviluppare idee, progetti e soluzioni che guardano in prospettiva futura e non al passato. Sono sicuro che cambierò ancora azienda e che farò altre esperienze e spero di riuscire ad imparare sino al giorno (spero non troppo vicino!!!) della mia dipartita.

    Non voglio rimanere giovane per sempre, voglio essere curioso e creativo per sempre!!!

  3. Maurizio Pini scrive:

    senza scomodare la filosofia, sono d’accordo con Massimiliano, quando scrive ” non voglio rimanere giovane per sempre, voglio essere curioso e creativo per sempre” mi permetterei di aggiungere e continuare a stupirmi delle piccole cose sempre. Poi per quanto riguarda l’affermazione di Oliviero di continuare a innovare l’ovvio per non ancorarci alle nostre certezze mettendo in dubbio la nostra esperienza, al fine di restare giovani, la trovo un po’ banale.Ma cosa è in sostanza l’esperienza di ognuno di noi se non la capacità di produrre risultati e quindi la capacità di affrontare la vita professionale e personale in un mondo in continuo cambiamento, producendo risulti attraverso soluzioni di problemi e non solo.Se poi tutto cio’ per qualcuno vuol dire mantenersi giovane, francamente lo trovo irrilevante.

  4. Michele Boscaro scrive:

    Il concetto di “arco di vita” porta con sé l’abitudine interpretativa come parabola con il vertice verso l’alto e quindi inevitabilmente la percezione che la nostra vita inizi, cresca fino ad un massimo e poi decresca fino a finire, ed a questa parabola si associano anche le fasi della giovinezza, maturità e vecchiaia.
    Se ci liberiamo da tale schema interpretativo e ne adottiamo uno che interpreta le fasi di vita come diverse prospettive verso la vita stessa, che acquisiamo progressivamente (giovanile, matura, di lunga esperienza), scopriamo con semplicità che sia una persona matura che una anziana hanno l’enorme opportunità di guardare alla vita anche con una prospettiva giovane.
    In questo senso penso si possa anche affermare che in realtà possiamo essere eternamente giovani ed anche se la nostra vita non sarà eterna potremo sempre agire un atteggiamento innovativo e progettuale … anche se magari qualche nostro progetto lo dovrà completare qualcuno al posto nostro.

  5. Antonello Goi scrive:

    “senza scomodare la filosofia”: già, a che serve?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Set your Twitter account name in your settings to use the TwitterBar Section.