Corpo, Mente e Cuore

MENTECORPOCUORE-www.pr3.it-www.corsodivendita.com-oliviero-castellaniL’energia non arriva solo dal cibo, ma anche dalle letture, dalla musica, dalle amicizie e dai progetti di vita.

Non è solo il nostro corpo fisico che ha bisogno di nutrimento, dobbiamo nutrire, tanto per cominciare, anche le emozioni e la mente.

L’energia fisica ci arriva dal cibo che mangiamo, l’energia emotiva ci arriva dal tipo di relazioni che instauriamo, dagli stati d’animo che coltiviamo, dalle persone che frequentiamo, e l’energia mentale dalle convinzioni che maturiamo su noi stessi e sulla vita, dalla comunicazione con gli altri, dalle letture, dalla qualità dei propri e altrui pensieri.

La gestione delle emozioni e dei pensieri è solitamente abbastanza casuale in una cultura come la nostra, in cui l’arte di conoscere e possedere se stessi è piuttosto trascurata.

Eppure uno dei segreti della qualità della vita risiede proprio in una buona capacità di vivere e usare le emozioni per sentire e assaporare i suoi mille e più sapori, senza però senza soccombere al loro impeto coinvolgente.

L’emozione è come l’acqua: elemento vitale preziosissimo, la cui mancanza porta sofferenza, la cui repressione è pericolosa, il cui eccesso è dannoso.

E’ a livello emotivo che prende forma il nostro “umore della giornata”.

Possiamo lasciare al caso quello che sarà lo stato d’animo che ci accompagnerà, o cercare di influenzare positivamente la nostra sfera emotiva.

Musica e colori, tanto per fare un esempio, sono anch’essi energie che entrano in risonanza con noi: cambiando la frequenza della radio, cambiando il colore del nostro maglione, lasciando entrare il sole nella nostra stanza, possiamo concretamente cambiare il nostro umore.

Un bambino piccolo è totale e spontaneo nelle sue manifestazioni emotive.

Poi, crescendo, impara a distaccarsi dalle emozioni, a considerarne alcune
“buone” ed altre “cattive”, a spostare l’energia dal corpo alla mente; si impara a reprimerle e a soffocarle in nome di efficienza e razionalità.

Il fatto è che, un’emozione repressa, non smette per questo di esistere.

Si dice che “quello che trattieni ti trattiene”, ed in breve, ci ritroveremo ben presto limitati in una prigione che noi stessi abbiamo creato.

Se proviamo difficoltà nel riconoscere o esprimere una particolare emozione, la qualità della nostra vita ne risente, una buona parte della nostra energia
verrà impiegata nella sua repressione e nel suo controllo.

Il nostro spazio vitale sarà limitato, e saremo in conflitto con noi stessi.

Essere padroni di un’emozione significa:

  1. Riconoscerla (dandole un nome)
  2. Esprimerla (dandole voce)
  3. Scegliere se esprimerla subito o dopo (sapendo cosa e come fare)

Le emozioni sono le spezie della vita, capaci di colorare uno stesso evento di tinte e sfumature assolutamente individuali e personali.

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