La responsabilità nella delega

DELEGARE-www.pr3.it-www.corsodivendita.com-oliviero-castellaniPur essendo un processo di cessione di responsabilità, la delega non ci scarica mai dalle “nostre responsabilità”.

Questo deve esserci ben chiaro se vogliamo delegare positivamente.

Cedere la responsabilità significa far si che il collaboratore debba rispondere a noi dei risultati ottenuti, quindi non dovremmo mai delegare alla leggera, o assumere atteggiamenti del tipo “se ti va” o “quando hai un momento libero”.

Dovremmo piuttosto convenire con lui gli obiettivi, insistendo affinché egli svolga, fino in fondo, il compito al meglio delle sue capacità.

Sia ben chiaro, tra noi e lui, che non vogliamo problemi, ma soluzioni, che non ci interessano le scuse, ma i risultati.

Messa giù così può sembrare un prendere o lasciare, ma se guardiamo alla sostanza, una vera delega, per funzionare, deve essere così, in quanto ci deve aiutare ad assolvere alle nostre responsabilità, non per evitarle.

Esattamente come noi ci aspettiamo risposte o soluzioni dai nostri collaboratori, anche il nostro committente (capo o cliente che sia) si aspetta la stessa cosa da noi, e non possiamo accampare scuse se chi abbiamo delegato ha fatto un lavoro approssimativo; i responsabili siamo noi, punto e basta.

La responsabilità che si associa alla delega è la stessa che si associa alla gestione ed è un peso non indifferente, che non possiamo scaricare o riprendere in spalla a piacimento.

Nel delegare dovremo anche accertarci che il delegato abbia l’autorità e le altre risorse necessarie per portare a termine il compito assegnato, ma, ricordiamoci, la delega non deve mai essere un gioco di potere, né l’istituzione di un feudo da parte del nostro collaboratore.

Teniamo sempre d’occhio ciò che conta, i risultati.

Occorre un giusto atteggiamento, ricordandoci che chi vuol essere un buon manager e vuole avere un rendimento elevato, più che occuparsi del fare, deve occuparsi del far fare.

Pur occupandoci dell’organizzazione e dell’amministrazione aziendale siamo interessati dagli obiettivi e non dalle strutture, accettando di correre dei rischi tramite la delega, diversamente dai manager burocratici e passacarte.

Una delega responsabile richiede che noi non si sia autocratici o assetati di potere, altrimenti vedremo sempre i nostri collaboratori come dei concorrenti, o peggio ancora, come dei vassalli, e sarà difficile orientare ed orientarsi al risultato.

Occorre saper far buon uso del talento di coloro che lavorano con noi, trattandoli bene ed aiutandoli a crescere, dirigendo i nostri sforzi per portarli a risultati di livello superiore.

L’unico modo per sviluppare delle sane capacità delegatorie è quello di cominciare a delegare, ricordandoci che le vecchie abitudini sono dure a morire e per svilupparne di nuove ci vuole sempre un certo impegno.

Abbiamo detto che delegare non è abdicare, per cui saper controllare il delegato è uno dei principali fattori critici di successo.

Non rinunciare alle proprie responsabilità esercitando un controllo che non ci sostituisca agli altri e che non li assilli, lasciandoli autonomi nello svolgere il proprio lavoro e nel prendere decisioni autonome, è il percorso da imparare per chiunque voglia essere un buon manager.

Imparare a delegare significa innanzitutto imparare a ricevere un feed back dai propri collaboratori, fissando gli standard cui devono attenersi, guidando e correggendo le loro azioni per prevenire errori irreparabili.

Delegare o non delegare?

Ognuno di noi deve scegliere la propria strada.

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