Vivere il presente per vincere l’angoscia del futuro

Sebbene legata all’attesa che i nostri progetti si realizzino o meno, e quindi proiettata soprattutto al futuro, l’angoscia guarda anche al passato come suo territorio di appartenenza, al timore che certi ricordi dolorosi, certe scelte infelici, certi eventi negativi possano ripetersi con tutta la loro carica devastante.
Quando l’angoscia assume la figura di “ansia anticipatoria”, facendoci guardare al passato con tensione, non ci permette di vivere in modo leggero e spontaneo, costringendoci nell’ansia della paura di ripetere gli stessi fallimenti.
Possiamo vivere le nostre “debacle” passate al punto da opprimerci e rimanere come paralizzati, rinunciando a progettare, scegliere e desiderare per evitare qualsiasi rischio, oppure possiamo fare tesoro delle nostre scelte sbagliate, pronti a ripartire e a riprogettare il nostro futuro.
Credere che la vita presenti situazioni sempre nuove, significa non farsi bloccare.
In altre parole l’attesa del futuro può, e deve, essere frenata dalla paziente costruzione progettuale del presente.
L’ammonimento di Seneca a Lucilio conserva ancora tutta la sua forza:”Sarai meno schiavo del domani, se ti sarai reso padrone dell’oggi“.
L’impressionante accelerazione che le moderne tecnologie hanno impresso alla nostra vita, fa sì che molti di noi vivano un presente sospeso tra un passato nostalgico o doloroso e un futuro consumato ancor prima che si compia.
Siamo costretti a scegliere tra innumerevoli alternative, a maggior ragione in una società come la nostra che muta ad una velocità disorientante; pensiamo  ad un’ espressione tanto usuale, quanto decisiva: “Speriamo di aver fatto la scelta giusta!“.
L’ angoscia (che nella sua fase più acuta e crudele può trasformarsi in panico) si ciba dell’attesa e ci svuota di energie vitali, e riguarda soprattutto  il nostro rapporto con il mondo nella dimensione del futuro.
Ecco perché Pascal invitava perentoriamente a non rimpiangere gli errori del passato, a preoccuparsi ancor meno del futuro, e a vivere intensamente il presente come unico tempo veramente nostro.
Il presente costituisce veramente il centro temporale della nostra esistenza: in esso, infatti, noi disegniamo le nostre scelte, fabbrichiamo i nostri progetti, viviamo i nostri amori.
Ci sono, invece, persone che finalizzano la loro esistenza solo al domani, angosciandosi per il futuro, dimentiche del fatto che l’essere responsabili verso il presente, significa saper vivere l’attesa della realizzazione di un nostro progetto, rispettando il naturale ciclo del tempo.

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