Orientarsi verso l’obiettivo

E’ facile nel mondo vivere secondo le opinioni del mondo, è facile nella solitudine vivere secondo le proprie opinioni, ma l’uomo grande è colui che in mezzo alla folla mantiene con perfetta amabilità l’indipendenza della solitudineRalph W. Emerson (saggista e filosofo).
Cosa significa essere orientati verso l’obiettivo?
Significa lavorare con uno scopo e far contare ogni azione, focalizzandosi sul fare le cose giuste, momento per momento, giorno per giorno, per poi portarle a termine in maniera costante.
Gli individui di “successo” (qualunque esso sia) sono orientati verso l’obiettivo, non si disperdono in varie direzioni, ne agiscono a casaccio; sanno quello che stanno facendo e perché lo stanno facendo.
Per avere successo una squadra ha bisogno di individui orientati verso l’obiettivo, che siano capaci di rimanere concentrati e produttivi e che, come abbiamo detto, facciano contare ogni azione.
Per vivere orientandosi verso i propri obiettivi, occorre avere innanzitutto uno scopo per cui valga la pena di vivere, ovvero avere un fortissimo senso di finalità; una massima recita “alcuni uomini hanno migliaia di ragioni per cui decidere che non possono fare quello che vogliono, quando hanno invece bisogno soltanto di una ragione per cui decidere che possono farlo”.
E’ importante poi conoscere i propri punti forti e i propri punti deboli.
Alla gente piace fare quello che sa far bene, quindi, utilizzando i propri punti forti, si possono ravvivare le passioni e l’energia.
Conoscendo se stessi, e quello per cui si è più portati, si possono dirigere il tempo e l’energia, orientandosi verso l’obiettivo.
Se è vero che ognuno di noi non viene al mondo per fare tutto, è importante conoscere il perché della propria vita, e di conseguenza riconoscere le proprie priorità e la responsabilità di lavorare in base ad esse in continuazione.
Se ci si vuole orientare verso un obiettivo bisogna imparare a dire di no; il mondo è pieno di opportunità e il desiderio naturale è dire si a tutto.
Non si può realizzare granché senza un punto focale e non si può eccellere in ciò per cui siamo maggiormente dotati.
Infine è meglio abbandonare approcci alla “o la va o la spacca”, questa è una mentalità da lotteria in cui si vorrebbe vincere alla grande senza fare sforzi.
La maggior parte delle vittorie nella vita sono conseguite attraverso successi piccoli e sempre crescenti nel tempo, e questo vale sia quando si tratta della propria crescita personale, che nelle relazioni, negli investimenti finanziari e nel percorso professionale.
Se gli altri non leggeranno un senso di finalità in noi, non sapranno cosa aspettarsi ed è improbabile che facciano affidamento sulla nostra persona quando qualcosa è veramente importante.
Se non ci si riesce ad orientare non si può proseguire, né tanto meno andare oltre, poiché l’esperienza non lascia traccia; ci si muove senza sapere verso cosa, o abbagliati da qualsiasi cosa.
Se la passione può fare la differenza, anche nelle piccole azioni quotidiane, sono le decisioni che creano la nostra vita, e se abbiamo obiettivi e mete ben chiari, anche se, naturalmente, non potremo controllare tutto, potremo comunque decidere cosa fare, fosse anche rivedere gli obiettivi stessi, che non sempre sono formulati o perseguiti correttamente.
In questi casi più che ostinarsi e demoralizzarsi, serve molto di più modificare la meta o la strategia.
Tutti falliamo di tanto in tanto, ma è sempre meglio provare e sbagliare che non provare affatto.
Ha successo chi sbaglia, ma si corregge, chi cade, ma si rialza.

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