Accettare di avere dei limiti

SOLUZIONE-PROBLEMI-PROBLEM-SOLVING-corsodivendita.com-corso-di-vendita-pr3-international-sales-training-marketing-management-oliviero-castellani-vendere-corsi-di-venditaLe sfide quotidiane diventano assai ardue se vissute come esami di convalida del proprio essere; accettare di avere dei limiti e tollerare gli errori aiuta a vivere più serenamente.
Il dialogo interno, cioè la voce che dentro di noi commenta, e ci commenta, incessantemente, può essere ascoltata con più attenzione: se tende a criticarci, a scoraggiarci, bisogna educarla alla fiducia e al “perdono” inteso anche come superamento ed annullamento del senso di colpa.

13 pensieri su “Accettare di avere dei limiti”

  1. io sono il primo critico di me stesso.
    Purtroppo, a volte, sono troppo severo: mi vedo peggio di come mi vedono gli altri.
    Spero mi serva per migliorarmi.

  2. La comprensione dei limiti e la loro accettazione è essenziale soprattutto quando si gestiscono persone.
    Tutti abbiamo dei limiti ma anche molti punti di forza. La differenza tra un manager mediocre e uno di alto livello sta nella sua capacità di comprendere il valore che ognuno dei suoi collaboratori può aggiungere in ambito lavorativo, focalizzarsi su quello e valorizzarlo.

  3. La consapevolezza dei propri limiti e’ un gran valore aggiunto per chi ha dei ruoli di responsabilita’ all’interno di un’azienda. Diventa automatico cercare collaborazioni con professionisti dei singoli settori. I “tuttologi” peccano solo di presunzione e puntualmente si ritrovano con risultati mediocri e /o fanno brutte figure . La modestia , l’ammettere di non sapere e quindi fare domande generalmente ci fa’ apprezzare di piu’ per trasparenza e concretezza anche a figure decisamente piu’ in alto rispetto alla propria posizione . Il vantaggio e’ che quando riconosci i tuoi limiti sei molto piu’ predisposto ad ascoltare e a prendere esperienza dagli altri.

  4. Il problema è proprio lì, nel saper ascoltare. Molti parlano per sentirsi ma non sanno ascoltare, per cui è carente la consapevolezza dei limiti, propri e del prossimo. Manca l’umiltà e abbonda la presunzione. La crisi attuale potrebbe anche ripianare molte cose.

  5. Chi onestamente può dire di conoscere i propri limiti? I limiti non esistono perchè solo noi possiamo porceli. E quando noi li creiamo ecco che troviamo un mare di scuse per giustificarci e non superarli. Se non ci abituiamo a vivere “senza limiti” ossia come se tutto fosse possibile, non riusciremo mai a progredire e a trovare spunti per andare in territori inesplorati. Se i fratelli Wright avesse pensato secondo i “limiti” terrestri andremmo ancora in nave in America. In questa Associazione i limiti si superano ogni giorno perchè nessuno se li pone. Mai.

  6. Anche io apprezzo molto la sensibilità che Oliviero dimostra sollevando la questione del saper accettare i propri limiti, ma condivido anche pienamente le argomentazioni di Federico, perchè sintetizzano lo sforzo degli umani, la loro forza di volontà, l’idea di non arrendersi mai, di saper reagire tanto di più quanto più grande è il loro disagio e la loro situazione esistenziale. Quasi una fotografia di quello che noi oggi, in Italia, siamo chiamati a fare per uscire da questo tunnel. E rispecchia un po’ lo spirito garibaldino con cui ci siamo mossi anche noi per costruire Assoretipmi, senza fare troppi calcoli, e senza pensare troppo a tutti i nostri limiti, perchè se no non ci saremmo azzardati mai.
    Forse nella vita alle volte bisogna fare un po’ come il calabrone: ” Il calabrone, per il suo elevato peso corporeo e per la ridotta apertura delle ali, non potrebbe volare. Ma lui non lo sa, e vola lo stesso”.

  7. Avere la consapevolezza dei nostri limiti e delle nostre debolezze, è il primo passo del cammino di chiarezza interiore che consente una continua ripartenza. Questo ci rende capaci di gioire per i risultati che raggiungeremo e di saper dire grazie quando le cose vanno come speravamo. Vero è anche, come dice il nostro Presidente Eugenio, che la coscienza dei propri limiti, deve essere stimolo per andare oltre spostando l’asticella, per se e anche per il prossimo. Il futuro è sempre stato conquistato da chi ha saputo andare oltre i propri limiti. Questione di fiducia, di speranza e di volontà. Una volta bastava farlo da soli (l’ultimo forse è stato Marconi) poi, anche le scoperte, sono frutto di lavoro di gruppo.

  8. Conoscere i propori limiti è il primo passo per poterli superare. Il punto fondamentale è non vedere il limite come una soglia invalicabile ma come un punto di partenza per crescere. E l’unico limite che dobbiamo avere è la nostra immaginazione.

    La logica ti porta da a a b. L’immaginazione ti porta ovunque.
    — Albert Einstein

  9. @Federico
    Questa associazione esiste proprio perchè ognuno di noi si è reso conto dei propri limiti e sta lottando per superarli INSIEME.

    Solo chi ha PAURA può conoscere il CORAGGIO di affrontarla.

  10. Condivido e aggiungerei: la consapevolezza che possiamo migliorare ci spinge anche a cercare di migliorarci.

    Evidentemente, anche qui l’obiettivo non è (scusate il linguaggio): visto che non sono perfetto, diventerò perfetto.NO!!!!!! . Si ricadrebbe nell’errore di “sentirsi già perfetti”.

    L’obiettivo è quello di continuare ad avere un approccio fisiologicamente equilibrato con il miglioramento di sè stessi, con il cambiamento. Approccio che ci rende vitali, positivi ad accogliere, ad ascoltare e confrontarci con “il modo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *